mercoledì 23 febbraio 2011

San Michele Arcangelo

19-02-2011


Bello e poderoso, con le sue ali bianche e il suo corpo scolpito e muscoloso, mi appare l'arcangelo Michele. Tutto si trasforma davanti a me, e ci troviamo in un verde prato. In mezzo a questo prato, alberi e un grosso masso. Michele scende e si siede sul masso, chiudendo le sue possenti ali; mi guarda e io guardo lui. Dietro di lui, come proiettato su un grande schermo, scorrono immagini di vita: della vita dell'uomo sulla terra. Michele inizia a parlare:
“Guarda, uomo! Guarda, alle mie spalle, ciò che tutti i giorni l'uomo vive sulla terra. Vedi cosa combina l'uomo, quando si dimentica di osservare le leggi divine? Quello che tu vedi e che ti sembra essere una proiezione di un film dell'orrore, è - in verità - quello che i tuoi fratelli, le tue sorelle, subiscono sulla terra da parte di altri uomini che hanno donato la loro vita al demonio.
Oggi io sono qua per volere divino. Io vengo come messaggero, da parte di Dio, a mettervi in guardia; ad avvertirvi sul pericolo che tutti voi, uomini e donne della terra, state correndo: il pericolo, che se non incominciate a combattere e distruggerlo, vi distruggerà. Perché si annida, come un aspide velenoso, dentro ai vostri fratelli. E sapete, nessuno è immune dal suo attacco, dal suo veleno: veleno che intontisce la mente, indurisce il cuore, uccide i sentimenti; facendo trionfare l'odio, l'ira, la malvagità, la crudeltà e l'arroganza. Facendo sfociare il colpito, inequivocabilmente, in azioni a dir poco distruttive e terribili, nei confronti del prossimo e di se stesso. Voglio mettervi in guardia da questo pericolo, il cui nome - come avete capito - è demonio. Il demonio, come Dio ha il suo regno, ha anche lui il suo regno: un regno fatto di tenebre e di terrore, di dolore e di corruzione. Il dèmone tenta l'uomo, e se l'uomo si presenta debole di fronte all'attacco lo riesce a corrompere, promettendo a lui ciò che vuole, o di raggiungere il suo scopo in modo veloce: distruggendo o perseguitando, uccidendo o brutalizzando un altro popolo o un suo fratello. Perché questo è il compito del demone: fare compiere all'uomo azioni talmente gravi da non poter più riparare al male fatto; tanto da dovere subire, dal giudizio divino, la pena eterna. Ecco la vincita del dèmone. Il demone illude l'uomo sulla terra: lo illude di essere il padrone del mondo, o semplicemente della sua vita e di quella dei suoi fratelli; e lo convince a compiere azioni contro se stesso e contro ad altri, in cambio di un'illusione. Perché si tratta solo di illusione - e nient'altro! - il sentirsi talmente forti e potenti da comandare il mondo. Uccidere il proprio fratello, per ira, odio o per possedere qualcosa di suo; uccidere il proprio corpo e la propria mente, con droghe o con una vita sempre al limite, per cercare sensazioni nuove, rischiando di perdere la vita. E tutto per avere l'illusione di essere grandi, forti, migliori, ricchi e più potenti di altri. Questa illusione finirà, cari uomini e scomparirà nel nulla, quando al termine della vostra vita - che non è altro che la prova generale per meritarvi o meno la vita eterna - vi troverete davanti a Dio. Quel Dio che ora non conoscete, e che disdegnate. Davanti al Padre, che con giustizia - quella giustizia che voi avete ignorato, nel vostro comportamento, nella vita - con giustizia, nella sua infinita bontà, vi giudicherà. E a voi non resterà che inginocchiarvi, e chiedere scusa a colui che è l'unico e incontrastato padrone del cielo e della terra: l'unico che può decidere di vita e di morte! Sentirete la sua potenza e il suo amore, e capirete cosa vuole dire essere giusti. Ma forse neanche la preghiera di Maria, vostra avvocata, servirà a salvarvi dalla pena eterna.
State attenti, uomini e donne! State attenti ai dèmoni minori, servi di satana, che strisciano in mezzo a voi, cercando l'uomo più debole da colpire; cercando una nuova anima da sacrificare al loro padrone. Quando sentite o provate un sentimento non buono e giusto, nei confronti del prossimo; quando dentro di voi la voglia di essere superiori vi fa calpestare un vostro fratello, a qualsiasi costo, pur di arrivare allo scopo; quando ira, rabbia, indecenza; quando la moralità dentro di voi lascia il posto all'arroganza; quando non rispettate l'umile e lo calpestate, quando non tendete la mano al bisognoso e pensate solo al vostro benessere: vuol dire che siete vittima di un qualche démone.
Invito tutti voi, uomini e donne, a pensare. Rimanete un attimo in silenzio e pensate alla vostra vita. E se trovate che dentro di voi può avere albergato o esserci ancora un demone tentatore, andate in chiesa - anche se magari non ci siete mai andati - andate in chiesa e partecipate alla santa messa; meglio ancora confessatevi e fate la comunione. Ma, in mancanza di questo, partecipate alla messa insieme al popolo di Dio e al pastore del gregge. E vedrete che, quando uscirete, sarete migliori: più leggeri, più liberi. Dite una preghiera alla Madonna, che si prenda cura di voi e della vostra anima. E chissà, magari potrete ancora salvarvi.
Infine essendo, io, Michele, l'angelo designato da Dio a combattere il demonio e i suoi démoni, vi chiedo di combatterlo e di difendervi dal demone tentatore. Come? Semplicemente pregando. Cercate di stare nei comandamenti divini; di rispettare le leggi della vita, della moralità. Cercate di essere dei cristiani non solo di nome, ma anche di fatto; partecipate alla messa, confessatevi e fate la comunione ogni volta che potete. E vi sentirete più leggeri e più sereni. Per coloro che non credono in Dio. Io, Michele, dico a voi: Vivete senza fare male, né a voi stessi né ad altri; rispettate la vita in qualsiasi sua forma, siate buoni e giusti; e magari, qualche volta, scambiate due parole con chi crede in Dio, con chi lo conosce. Chissà, potrebbe nascere tra voi e Dio una nuova amicizia.
Inoltre ricordate, tutti voi uomini e donne, che Dio non fa false promesse; non promette benefici, se si fa del male ad altri; non fa sconti sulla vita. Tutto ciò che ottenete e che vi concede, è frutto del vostro lavoro e non del calpestare altri. Dio non fa sconti, ma concede la grazia e la vita eterna.
Vi saluto, figli di Dio. E vi auguro di essere sempre nella sua grazia”.

1 commento:

  1. perche non ci rendiamo conto a cosa siamo

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