giovedì 15 agosto 2019

Padre Pio

Che Dio vi benedica, fratelli e sorelle! Che Dio vi perdoni: perdoni i vostri peccati, la vostra poca fede e il vostro poco amore per lui - Dio onnipotente ed eterno - e per suo Figlio, Gesù, mite Agnello immolato per voi, uomini e donne. E per la santissima Madre di tutte le madri: colei che ha mostrato, al mondo intero, la potenza di Dio e del suo Santo Spirito: la Santissima vergine Maria. Dio vi perdoni, e perdoni il vostro servire satana: per ottenere piacere, guadagno e potere, in ogni cosa che fate. Dio vi perdoni, se avete trasformato e adattato a voi, uomini e donne - e a vostro piacere - i suoi comandamenti. E avete trasformato, in feste di sfarzo e gola, i sacramenti. Dio vi perdoni. E la sua immensa misericordia, abbia pietà di voi e dei vostri figli: che, come voi, stanno crescendo. Chi sta scrivendo, mi vede e mi ascolta, e sa chi sono. A voi, che non mi vedete, mi presento con il nome con cui sono conosciuto: io sono Padre Pio e, per volere di Dio, ora sono san Pio. E dal regno di Dio, oggi, voglio parlarvi di Maria: questa straordinaria donna di fede, questo esempio di fede, davanti agli occhi di tutti. Nessuno infatti - se non stolto o ateo - può negare che Maria, madre di Gesù, sia un esempio di fede e di amore per Dio perfetto: venuto ancor prima del sacrificio di suo figlio, e Figlio di Dio, sulla croce. Maria santissima: un esempio per tutti noi. Un esempio, una fede talmente forte e impenetrabile dall’uomo - e di conseguenza da satana - che gli ha permesso di concepire un figlio, senza aver conosciuto uomo. E quel figlio è diventato Dio: anzi, già nel suo grembo era Dio, un'unica persona con il Padre e con il suo Santo Spirito. Vi rendete conto, uomini e donne, di cosa può fare la fede in Dio e l’amore per Dio: vi rendete conto? Maria e Giuseppe hanno cresciuto questo figlio, Gesù: miracolo di Dio. L’hanno cresciuto, con la forza della fede di Maria e l’umiltà di Giuseppe: nell’accettare questo bambino, che sapeva non essere suo. Vedete? Fede ed umiltà, insieme all’obbedire senza titubare a Dio, possono fare ciò che l’uomo ritiene impossibile: ciò che l’uomo cerca - da decine di anni, ormai - di imitare. Ciò che l’uomo non riuscirà mai a fare, cioè vincere la morte: perché Gesù, Figlio di Dio e di Maria - grazie a Dio - ha vinto la morte, con la sua resurrezione. Ed ora è al fianco del Padre, per giudicare e guidare il popolo tutto. Fratelli e sorelle: tutto è possibile, se diciamo sì a Dio. Un sì puro, con il cuore e la mente uniti a Dio: perché Dio ascolta il suo popolo, come un padre ascolta i suoi figli. Certo, a volte chiede qualche sacrificio o prova di fede, e amore per lui. Ma è ben poco: rispetto a quello che Dio, in cambio, ci dona. Tornate al Padre. Tornate, con capo chino e chiedetegli perdono. E lui vi accoglierà nel suo regno. Ma dovete essere sinceri: non egoisti e menzogneri. Perché potete mentire all’uomo, ma non a Dio: lui vi conosce e conosce il vostro dire, il vostro fare, il vostro parlare, ancora prima che voi lo pensiate e lo fate. Tornate al Padre. E ricordatevi di cosa ha fatto il sì di Maria santissima: che dimostra che, per chi crede in Dio, nulla è impossibile. Io, Pio, vi benedico e vi auguro di diventare dei veri cristiani, cattolici. E non dei burattini, guidati da satana: come ora siete.

sabato 27 luglio 2019

Maria Santissima

Quando finirà questo scempio? Ditemi, figli miei: quando ritornerete a credere in Dio? Quando ritornerete a pregare Dio? Guardatevi, guardatevi intorno: dolore, morte, devastazione, calamità naturali, guerre. Guardatevi intorno, vicino e lontano da voi: il demonio ha preso sempre più piede, e continua indisturbato a mietere vittime. E voi, figli: voi, che fate? Nulla, assolutamente nulla! Perché non credete più in Dio, non credete più in satana. Non credete più in nulla: se non in voi stessi, nel vostro progresso, nella vostra intelligenza. Non credete più in nulla: e il Male continua a prendere spazio, a prendere anime. Il Male continua ad infestare la vostra terra, le vostre vite. E voi - incoscienti - gli aprite la porta: lo fate entrare nelle vostre case, nelle vostre vite. Figli miei, ve ne prego: tornate al Padre, cambiate. Ritornate sulla strada maestra, ritornate nelle braccia di Dio! Non lasciatevi sopraffare: non lasciatevi ingannare dal successo, dall'agio, dal denaro. Da ogni cosa materiale, che nulla ha da offrirvi: se non un falso benessere, nella vostra breve vita mortale. Ma la rovina, in quella che sarà la vita eterna. Figli miei: da vostra Madre, da vostra Avvocata, non posso lasciare che vi rovinate. Non posso e non voglio lasciarvi soli: per questo continuerò a parlarvi, a richiamarvi, ad esortarvi: perché possiate avere salve le vostre anime. Figli miei: tornate a pregare Dio, che tutto può. Tornate a pregare, tornate alla fede. Figli miei: salvatevi! E salvate le vostre famiglie, i vostri fratelli, le vostre sorelle. Fate entrare lo Spirito di Dio: apritegli la porta e fatevi illuminare dalla sua grazia. Aprite i vostri occhi e il vostro cuore: fatelo ora, prima che sia tardi. Che Dio vi benedica. Che Dio possa avere misericordia di voi, e possa avere pietà delle vostre povere anime.
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Ricevuto da M.P.

martedì 2 luglio 2019

Gesù

 Gesù dice: Amore, è amare chi non ti ama, chi ti odia a volte o chi ti ignora. Amore, vuole dire amare chi ti fa del male e perdonarlo: perché un cattolico deve, ha il compito, l'obbligo di perdonare. L'amore - quello che Dio pretende dall'uomo - è un amore puro: come quello che un bimbo, appena nato, ha con la sua mamma: il massimo della purezza. E quel bimbo, con il suo pianto, il suo fare, parla con Dio. Peccato che, a volte, le madri e i padri sono talmente colpiti dal demonio, da abbandonare la creatura che Dio gli ha donato: spesso rovinando questa incredibile purezza e vincolo, che lega la mamma al bambino. L'amore è quello di Maria, mia madre, fratello: che ha rinunciato alla sua vita, non importandosi di ciò che la gente avrebbe detto su di lei: che pur non conoscendo, non avendo uomo, attendeva con amore Gesù, il Figlio di Dio. Amore e coraggio, nello spiegare il tutto a Giuseppe. E amore grande anche di Giuseppe, per Dio: obbedendo a ciò che l'angelo gli disse, in sogno e nel crescere questo bimbo speciale, ma non suo. Ma come se lo fosse: con tanto, tanto amore. Amore fra fratelli, fra popoli diversi -  Amore del forte, rispetto al debole. Amore del potente, per il povero. Amore, per chi non la pensa come te. Non martellate: ma amore, fratello! Amalo, come se fosse tuo fratello. E aiutalo a crescere, a fare crescere il suo amore per tutti gli uomini, donne e bambini. Voi donategli una parola saggia, di amore e fede. E se lui lascerà crescere il seme piantato da voi, Dio lo nutrirà: fino a farlo diventare uno strumento forte, di fede e conversione. Amore della Chiesa, per il popolo. Amore, facendo autocritica sul loro cammino: che si sta allontanando dal popolo e da Dio. Che non segue più il Vangelo, ma la propria autorità. Amore, Casa di Dio, Casa del popolo di Dio! Amore, sacerdoti: duri e forti delle vostre leggi e imposizioni, ma lontani dall'essere amati dal popolo, e lontani voi dall'amare il popolo. Amare secondo Dio, fratello: vuole dire dimenticare sé stessi, il proprio io, il proprio mondo. E donarsi agli altri: donare il proprio dolore, fatiche. E giudizi, che vanno abbandonati. Non giudicate, ma amate. Non brontolate, ma pregate. Non criticate, ma guardate voi stessi. Amate Dio e il prossimo, sempre. E offrite a Dio la vostra vita, per chi è meno fortunato di voi.

lunedì 17 giugno 2019

Maria Santissima

Figlia, che ascolti la mia parola: voglio che tu estenda questa parola a chiunque vorrà ascoltarla. Parla a tutti, figlia, parla a chiunque voglia sentire. Parla al mondo e non temere. Il mondo è in pericolo, i cristiani sono sempre di meno, i credenti - coloro che pregano - sono sempre di meno. Le chiese si stanno svuotando, e molti di coloro che ancora vi entrano, sono come i farisei: vanno in chiesa non per il loro credo, ma solo per mostrarsi giusti agli occhi del prossimo. Vanno in chiesa non per professare la loro fede, ma solo per vili interessi. Pochi - troppo pochi! - sono coloro che ancora credono in Dio, che ancora pregano Dio. L'umanità è in pericolo, la terra tutta è in pericolo: la natura si sta ribellando contro lo sfruttamento indiscriminato dell'uomo. E non manca molto, che molte generazioni non vedranno un futuro. Io, Maria, Madre di Gesù Cristo, chiedo a tutta l'umanità: Convertitevi, convertitevi! Ritornate a Dio, ritornate al Padre: affinché il Padre possa avere misericordia di voi. Dio vi ama, ama ognuno di voi: e vi vuole, tutti, nel suo Regno. Abbandonate le vostre vite vuote - atte solo al benessere, al guadagno, al successo ad ogni costo - abbandonate le vostre condotte, che nulla hanno a che fare con le leggi di Dio. Ma che sono guidate dal principe delle tenebre: che si sta impossessando della vostra vita, e della vita dei vostri figli. Abbandonate la vostra strada sbagliata, e tornate sulla giusta via. Fatelo in fretta, fatelo ora, prima che sia troppo tardi! Io vi amo, figli miei! Dio vi ama! Non voltategli le spalle: non abbandonate il vostro Creatore, che tutto ha fatto per voi.

Ricevuto da M.P.

mercoledì 15 maggio 2019

L'Arcangelo Gabriele

Un angelo grande, con ali forti e maestose, scende dal regno di Dio: fino ad arrivare davanti a me, ad una distanza tale che io possa sentire le sue parole. Non è solo: è accompagnato da un altro angelo, giovane e maestoso, armato di spada. Si tratta dell’Arcangelo Michele, con il compito di proteggere l’angelo - anzi l’Arcangelo - sceso per volere di Dio. Michele tocca il suolo: ginocchio destro a terra e spada davanti a lui, con la punta in terra. Si guarda intorno, e dà il benestare all’altro Arcangelo, di portare la parola di Dio a noi, uomini, senza che ci sia pericolo per loro. Ed ecco le parole del messaggero di Dio: Mi presento a voi - uomini tutti - e a te, messo celeste, che con la tua ingenuità ancora non hai capito chi sono io. Sono Gabriele - Angelo di Dio - e porto la sua parola, il suo volere: a voi, uomini e donne, di questo tempo. Dio, Padre onnipotente, vi manda a dire: che non è più tempo di fare del suo creato ciò che voi, uomini e donne, volete. Non è più tempo di deturpare la natura, di distruggere tutto ciò che lui - Dio - vi ha donato, per farvi vivere. Una selezione, lenta ma costante, ormai è iniziata: perché Dio non lascerà mai il suo creato, e l’uomo che crede in lui, in mano al demonio. Essere immondo e feroce, che la maggior parte di voi segue: per comodità o per denaro, o perché seguire Dio è scomodo e difficile, mentre fare del mondo ciò che vi pare - pensando di essere voi dio - è molto più semplice. E in questo modo, distruggete ogni sano principio e concetto, distruggete la morale, distruggete i vostri figli, distruggete il mondo. Sì, il mondo creato da Dio: un perfetto meccanismo di vita e di morte, tutto bilanciato e controllato da una parola: amore! Sì, perché Dio ha creato il mondo, dove far vivere l’uomo, con l’amore con cui ha creato l’uomo. E l’uomo, lentamente ma inesorabilmente, con la libertà che Dio gli ha lasciato, ha abbandonato l’amore gratuito di Dio: per cercare l’amore, finto e falso, del proprio potere e del proprio bene: del proprio ego. Questo pensiero, vi è stato sussurrato dal demonio. Che dentro di voi, uomini e donne, ha sempre più preso spazio: mettendovi nella convinzione di potere fare tutto, con il vostro denaro, la vostra scienza, la vostra mente. Ben presto vi accorgerete, che l’amore di Dio non scende a patti con il demonio, che in voi uomini serpeggia. Ma l’amore di Dio si trasformerà in ira di Dio: contro il malvagio e contro i pastori che servono satana, e non la Chiesa. Come sempre: a voi, che vi ritenete menti superiori, la libertà di credere o meno a questo messaggio e a ciò che quest’uomo scrive - ormai da anni - per voi, uomini e donne. E continua a scrivere, nonostante la malattia. Certo, siete liberi di credere o meno alle mie parole. Ma guardatevi intorno, e rendetevi conto di quello che sta succedendo, intorno a voi. Non con occhi di chi pensa e dice: Sto bene io, il resto non conta. Che poi, vi dico: anche questo è relativo, perché il vostro bene può finire in un attimo. Ma guardate con occhi, di chi vuole vedere e con orecchie, di chi vuole sentire quello che sta succedendo per il mondo. E - a meno che non siate sordi e ciechi - vi accorgerete che non c’è nulla che salvi l’uomo dal dolore, dalla morte, dalla distruzione: non c’è nulla che possa fermare il processo di distruzione e pulizia della Terra. E che ben presto: il vostro trasgredire le leggi di Dio e della natura, vi si rivolgeranno contro. E i figli uccideranno i padri o le madri, perché non avranno né padri e né madri: e si sentiranno esseri diversi, e per questo infelici. A questo porta la vostra libertà. Uomini e donne, ascoltatemi! A questo vi sta portando la vostra libertà: e cioè, esattamente, alla vostra fine. Liberi di credermi e di credere a chi sta scrivendo: liberi, come sempre, in tutto e per tutto. Come sarete liberi di scegliere la vostra fine: o le tenebre del regno di satana, o la luce del regno di Dio. La scelta è sempre la vostra, e vostre saranno le conseguenze. Pentitevi, con cuore sincero, e tornate al Padre: e sarete salvi. Continuate così: e di voi non rimarrà nemmeno il ricordo. Detto questo, Gabriele è risalito, seguito da Michele, in un raggio di luce bianca. E sono spariti dalla mia vista.

venerdì 19 aprile 2019

Gesù. La sua passione

Ascolta e guarda, fratello, ciò che ti mostro e ti dico.
 Gesù che parla: Eccomi, Padre, come agnello condotto al macello. Eccomi, Padre: l’uomo senza colpa, senza peccato, è stato giudicato dall’ira, dalla cattiveria e prepotenza dell’uomo. Eccomi, Padre: vittima del giudizio di satana, tradito dall’uomo illuso da satana. Eccomi! Il popolo ha deciso, il giudizio è stato dato. E un uomo cerca di darmi clemenza, mandandomi al flagello, per salvarmi la vita dalla croce.
Vedo Gesù, condotto al flagello. Vedo il suo volto, triste e preoccupato: lo vedo pensare, e dentro di sé i suoi pensieri vanno alle scritture, che già da tempo annunciavano la sua fine. Gesù pensa a sua madre, Maria. Mentre lei, in digiuno da ogni cosa, pregava ininterrottamente. E la sua preghiera - come un inno d’amore - consola il figlio, in questa ora tremenda e inumana. Gesù, l’uomo più bello che il mondo abbia mai visto: forte, mite e obbediente. Eccolo, condotto nella piazza delle torture. Docile, si lascia condurre al ceppo di legno e legare a questo legno, che tanto dolore ha visto di altri uomini. E quel dolore ora Gesù sente, facendosene carico. Ecco il primo colpo di frusta.
Gesù: Fratello, guarda: il dolore - figlio di satana - mi sta piegando. Le mie gambe cedono, sotto ad ogni colpo. Guardami: sono in ginocchio e prego Dio, mio Padre, di darmi la forza di resistere. Satana non avrà la vittoria su di me. La frusta mi strappa la carne: ogni brandello è un peccato dell’uomo, ogni goccia di sangue un peccato dell’uomo. Ma non voglio cedere: Mio Dio, tu che sei e puoi tutto, aiutami e dammi la forza! Ho capito, Padre: il mio destino è questo. Allora taccio e non ti chiederò più nulla. Ma innalzerò a te la mia preghiera, per potere resistere fino alla fine di questa tortura. Sento mia madre: mi è vicina. Il suo dolore mi spezza il cuore. Sento Pietro, Giovanni, Giacomo e tutti gli altri: sento la loro curiosità e la loro paura. Sento Giuda, e satana: che urla dentro di lui. Padre, ti chiedo perdono se ho dubitato. Ma mentre la frusta mi scopre le carni e l’uomo si da il cambio, per potere inveire con più forza e cattiveria su di me, io ti prego, Padre: salvami e salva l’uomo, illuso da satana.
 Visione: Gesù è in un lago di sangue. Brandelli di pelle e carne sono tutti intorno a lui. Gesù, colpito cento o forse più volte dalla frusta, non emette un gemito: ma, in silenzio, affronta il suo dolore. A volte, sembra non essere legato a quel ceppo: ma sparisce e rimane un'immagine trasparente di luce, come un faro che l’uomo colpisce e colpisce ancora: perché, colui a cui non è stata trovata nessuna colpa, deve essere punito. La terra si fa rossa intorno a lui. Il tempo sembra fermarsi: ma non è così, perché la mano, armata da satana e guidata da satana, colpisce e colpisce ripetutamente. E anche le parole, sono insulti al Figlio di Dio. Gesù, terminato il macello - con la forza che solo Dio gli può dare - si regge ancora in piedi e viene condotto davanti al popolo, che invoca la sua crocifissione: liberando chi ha ucciso, condannando chi è innocente e puro.
 Gesù: condotto come un agnello, esco dalla tortura, per essere giudicato dal popolo di satana. E' questo che vuoi, Padre? Dimmi: è questo? Se è ciò che vuoi: sia fatta la tua volontà. Ma ti prego di non punire l’uomo, per ciò che mi sta facendo, ma perdonalo. Il mio destino era già scritto, e l’uomo non cambia idea. Se condotto da satana, l’uomo colpisce, strazia e uccide - a parole e fatti - e condanna l’innocenza e la bontà. Padre, perdonalo, mentre satana urla: croce, croce, crocifiggilo! Ed è questo il destino. Una pesante croce viene messa sulla mia schiena. Ti invoco, Padre: aiutami a portarla! La croce pesa, e cado sotto il peso di questo legno: carico di tutti i peccati dell’uomo. Pesa e cado, mentre il popolo di satana urla, impreca, sputa contro di me. Incrocio - per un attimo - lo sguardo, gli occhi di mia madre: ecco la mia forza! Colei che mi ha dato la vita, per opera di Dio, mi ricorda che la fede può tutto e vince tutto, e può dare la vita. Ed io, Gesù, ne sono la prova. E cado, ed è la terza volta ormai. Vedo il monte che mi ospiterà nelle ultime ore della mia vita. Qualche passo ancora e le mie braccia si stendono sulla croce. I miei piedi si uniscono a lei, tramite un chiodo. Il dolore è tremendo. Ma tu, Padre, mi dai la forza per non cedere: la forza dell’amore per te, sconfigge satana. Un gemito esce dalle mie labbra, quando la croce si innalza, e mi sembra che si innalzi in cielo. Mi sento più vicino a te, Padre. Ma questa piccola gioia svanisce, appeso a questo legno, con i chiodi che mi uniscono a lui. Un ladrone mi chiede perdono - e così sia! - l’altro andrà, con satana, negli inferi. Vedo e sento mia madre. E cerco di consolarla, mentalmente. Mi danno aceto, al posto di acqua. Mi danno odio, al posto dell’amore che io ho per loro. Un colpo di lancia - come misericordia - colpisce il mio costato: impedendo all’uomo, per misericordia del Padre, di spezzarmi le ossa. Eccomi, Padre, vengo a te!
 Visone: ho visto tutto il percorso di Gesù. Ho visto il suo martirio, il giudizio del popolo e la salita al monte. Nessun uomo - se non con l’aiuto di Dio - può resistere a tanto dolore, a tanto orrore. Nessun uomo, se non il Figlio di Dio, può sopportare tanto! Ho sentito gli insulti, mentre Gesù saliva al monte: la cattiveria contro chi, innocente, inciampava sui peccati dell’uomo. E ora lo vedo là, appeso ad una croce. Intorno a lui, uomini senza fede e senza Dio. Alla sua morte tutto si oscura. L’intero mondo conosce le tenebre. E l’uomo si chiede chi ha crocifisso. Per la prima volta, forse, l’uomo si chiede cosa ha fatto: perché, ora, ha paura. La paura conduce l’uomo, e lo fa avvicinare a Dio. Quando l’uomo teme: allora prega e si ricorda di Dio. Giovanni e Pietro si guardano in faccia, e si sentono dei traditori. Mentre Giuda è sparito dal mondo: e in eterno si pentirà, nel dolore di ciò che ha fatto.
Gesù: in veste normale, bello nelle sue vesti, torna a parlarmi: Hai visto, fratello, la potenza di Dio, mio Padre? Ho compiuto, fino alla fine, la sua volontà: ho seguito il mio destino, da lui scritto e ho vinto. Sì, ho vinto satana, ho vinto la morte! Dio ha vinto. E anche l’uomo vince, se segue Dio. Di una cosa sono dispiaciuto: ho chiesto al Padre di perdonare l’uomo, per ciò che ha fatto. Ma mio Padre mi ha risposto che non sarà così: l’uomo pagherà per i suoi peccati. E ancora oggi è così: il malvagio, il superbo, il dèmone non vincerà sulla giustizia divina. Perché, se no, non sarebbe giusto. Io sono al fianco del Padre, per sua volontà, perché ho seguito la sua volontà e non quella di satana.

giovedì 7 marzo 2019

San Francesco

Fratelli e sorelle di questa era, vi saluto umilmente: io sono Francesco, umile servo di Dio e - come ho detto tante volte - non degno di stare al suo cospetto. Guardo il vostro vivere, fratelli e sorelle, osservo il vostro fare. Ascolto - quando Dio vuole - i vostri pensieri, i vostri dialoghi tra fratelli. E purtroppo noto che i tempi cambiano, gli anni vanno avanti: i giorni, le ore, i minuti, si susseguono. Ma voi, uomini e donne, non fate altro che peggiorare il vostro rapporto con Dio e, di conseguenza, tra di voi. Perché, che ne diciate, con tutte le vostre nuove forme di Credo - a dir poco superflue o nate per arricchire qualche uomo o donna, ma che non c’entrano nulla con l’unico vero Dio - se non amate Dio, non amate i vostri fratelli, le vostre sorelle. Perché Dio dice: Ama il prossimo come te stesso. Mentre voi calpestate il prossimo, per emergere ed avere potere sui più deboli. E i risultati si vedono, fratelli. Sì, si vedono: nell'aumento della povertà, della disperazione tra i deboli, tra gli emarginati. Negli ammalati lasciati soli, e in certi Stati e Paesi di questo mondo lasciati morire: perché nessuno si prende cura di loro. Io, Francesco d’Assisi, vi dico: Dio abbia pietà di voi. Abbia pietà e sia misericordioso verso l’ingrato ricco, che butta il suo denaro e non dona nulla ai poveri. E mi auguro - vi auguro! - che la misericordia di Dio scenda su di voi, quando arriverà il momento del giudizio davanti a lui, che tutto può. Permettetemi di dirvi che state sbagliando tutto. Già tanti messaggi avete ricevuto, che vi spronano a cambiare strada: a non credere a chi vi promette ricchezza e gioia terrena, donandovi un lavoro atto a colpire il debole o il giusto. Dio vi chiede di cambiare, di diventare suoi figli, di tornare a lui: come il figlio che era andato ed è tornato, pentito. Perché così, con questo comportamento lussurioso e immorale, Dio Padre non vi riconosce come figli: perché siete come animali sbrancati, lupi assetati di sangue di agnelli innocenti. E per vostra informazione: saranno gli agnelli innocenti - quei pochi che sono - a salire in cielo. Mentre voi: di voi, Dio abbia misericordia! Io, Francesco, prego perché voi - uomini e donne di questo mondo - cambiate e diveniate giusti e buoni: per cambiare e salvare il salvabile, in questo vostro mondo. Io, umile servo di Dio: sdraiato, volto a terra, davanti alla santa croce del Figlio di Dio, prego il Signore Dio nostro: di avere pietà di voi, dei vostri figli, e di tutti gli uomini e donne che credono in fantasiosi modi, per raggiungere la pace e la vita eterna. Eccomi, Signore: prostrato e in ginocchio davanti a te, contemplo la croce. Per il dolore del tuo santo martirio, che l’uomo ti ha inflitto, umilmente ti chiedo: Perdona questi tuoi fratelli e queste tue sorelle, che vivono come satana vuole. Perdona loro, perché non sanno cosa fanno, e perché non credono in Dio e non rispettano le sue leggi. Gesù, misericordioso e giusto, ti prego di avere pietà di coloro che ancora oggi, con il loro fare, ti insultano e non son degni di essere chiamati tuoi fratelli e tue sorelle. Perdona i genitori, che non insegnano ai figli ad avere fede. Perdona i figli, che vivono per l’esagerazione e per il divertimento: per il provocare dolore ai più deboli, e fare uso e abuso del loro corpo e della loro vita, senza pensare che è il bene più prezioso che hanno. Salvali, mio Dio, salvali e portali con te nel tuo regno. Ti prego umilmente, insieme a tutti i Santi, di salvare queste tue creature: così ribelli e irriconoscenti. Salvali, mio Dio. E la tua misericordia infinita scenda su di loro, e con loro rimanga sempre. Di questo, io, Francesco, umile tuo servo, ti prego.