lunedì 12 novembre 2018

Arcangelo Gabriele

Mi appaiono tre angeli e, lentamente, si avvicinano. Due si fermano e restano indietro, il terzo viene avanti, fino a quando non lo riconosco. È San Michele arcangelo, che continua - sicuro, ma guardingo - a scendere, fino ad arrivare quasi a terra, ove appoggia il ginocchio destro e punta la sua spada, davanti a lui, facendo partire un'onda di energia bianca, che si irradia a perdita d’occhio: sembra quasi a depurare il terreno e eliminare eventuali insidie. Finita la sua opera, si alza in piedi e un altro Angelo scende, fino al farsi riconoscere: si tratta di Gabriele, l’Angelo Annunziatore della parola di Dio. Gabriele scende, fino a che io lo possa sentire. Osserva tutto, intorno a lui e mi saluta. E incomincia a parlare: Salve, Messo di Dio! Salve a te, che porti la parola del regno di Dio all’uomo. Come tu vedi, io sono Gabriele e porto a te - e al mondo intero - la parola di Dio. Sono sceso sulla terra, per dirvi che è l’ora di redimervi e di tornare a Dio. E' giunta l’ora di ricominciare a pregare, a lodare Dio, e non seguire strade pericolose e che non portano a nulla. E' l’ora che capiate - voi uomini, donne, tutti - che è ora di cambiare e tornare ad essere cattolici, non per dire ma per davvero: servendo Dio, seguendo i suoi comandamenti e ciò che lui vuole da voi, uomini e donne, che vivete sul mondo che Dio ha creato per voi. Guardatevi attorno: la bellezza di ciò che Dio vi ha dato e senza chiedervi nulla, se non di amarlo: per potere meritare il premio eterno, la vita eterna. Vi rendete conto della bellezza della vita? Certo, a volte può essere dura, a volte può essere breve, a volte può essere difficile da vivere: ogni giorno lottando contro la malattia, la fame, la sete, il dolore, la morte. Ma questo non l’ha creato Dio, questo l’avete creato voi uomini. E c’è solo un rimedio per vivere meglio, accettando anche la morte: e questo rimedio si chiama amore e fede per Dio, si chiama preghiera, si chiama lode a Dio. Parole che la maggior parte del popolo ora non conosce più. E che anche la Chiesa, casa di Dio, sta perdendo. Ricordatevi, Pastori della chiesa, che se il popolo si allontana da Dio, da Gesù, in parte è colpa vostra: che non avete saputo ascoltare Gesù, nella sua parola. E così rimodernare il modo di proporvi ai giovani, alle famiglie allo sbando, ai poveri: senza chiudere porte, ma aprendo la Casa di DIO al mondo intero. Senza temere la morte: come fanno i popoli più poveri e soli, che vanno in chiesa a pregare sapendo che potrebbe essere l’ultima preghiera, colpiti dalla ferocia del demonio. Popolo di Dio, Pastori di Dio: smettetela con questa paura di amare il prossimo, di amare Dio, di parlare di Dio. Per favore, smettetela di avere paura di Dio. Dio vi ama: siete il suo Popolo. Gesù, suo Figlio, è con voi - insieme a Maria santissima e a molti Santi. E ci sono per aiutarvi, per proteggervi, per consolarvi, nel dolore e per gioire con voi, nella gioia. Popolo di Dio, ascoltate ciò che avete dentro: non la vostra voglia di fare, di emergere, di essere ricchi. Cercate la ricchezza nella fede e nell’amore per Dio. E non temerete più nulla, perché Dio vi ascolta: e Dio è onnipotente. Ma avete un nemico da sconfiggere - diventato sempre più forte - ed è dentro e fuori di voi. E lo dovete sconfiggere tornando a Dio, la vostra salvezza. Dio Padre vi dice: Figli, tornate a me. Per cercare di ricreare una fede vera, un’amore vero, per vostro Padre e per il mondo intero. Non infrangete le leggi della natura, le leggi che Dio vi ha dato: ma rispettatele, sapendole capire. E cercando di prenderle non come obblighi, ma come lezioni di vita e di morale. Siate dei buoni cattolici: buoni di cuore, e bravi nel servire gli altri, i più bisognosi. E il vostro mondo cambierà. E l’uomo tornerà a salvarsi, e a vivere come uomo creato da Dio: per servire Dio, e non il demonio. Dio vi benedica, popolo di Dio! E possa il vostro cuore farvi sentire l’amore che vi circonda, l’amore che Dio dona ad ogni sua creatura.

martedì 30 ottobre 2018

Madre Teresa di Calcutta

Grazie e pace a te, serva di Dio: che hai aperto il tuo cuore alla mia presenza, e le tue orecchie all'ascolto della parola di questa umile serva di Dio - misera in terra - che senza alcun merito Dio ha voluto, attraverso la sua santa Chiesa, onorare al punto di donarmi la santità. Mi presento a voi, Popolo di Dio. Io sono Teresa - Madre Teresa di Calcutta - umile suora, che con l’amore che Dio mi ha dato, ho donato la mia vita a salvare i più miseri, i dimenticati, gli ultimi degli ultimi. Vite che non avevano vita - uomini, donne, bambini che non avevano futuro - raccogliendoli dalle strade, dove la miseria era di casa. Sporchi, malati, affamati, moribondi: per donare loro un po’ di sollievo, nelle sofferenze. E tutto questo, l'ho fatto solo per la grazia che Dio mi ha concesso: per il suo immenso amore, che Dio mi ha trasmesso. Sono a voi, per la grazia infinita di Dio, per donare la mia umile parola. Per favore, ascoltatemi. Il vostro mondo - il mondo che Dio Padre, nella sua grande grazia, ha creato per voi così perfetto, così immensamente perfetto, mondo ove non mancava nulla: dove ogni creatura aveva la sua collocazione, dove ogni creatura, uomini e animali, potevano trovare di che vivere - il vostro mondo si sta rovinando. E siete voi, uomini, donne, abitanti tutti di questo pianeta, che lo state rovinando. Quello che voi chiamate progresso, quello che voi chiamate tecnologia, quello che voi chiamate benessere: non sono altro che armi distruttive, che vi stanno portando lontano da Dio e sempre più tra le braccia del Male. La follia del successo, dell’avidità - anche quando è superfluo per voi - vi ha portato sempre più a voltare le spalle a Dio. E insieme a lui, a voltare le spalle al povero, al bisognoso, all'affamato: a chi non ha di che vestirsi, a chi non ha di che curarsi. E vedete: è proprio in queste persone - i poveri, i bisognosi, gli afflitti - che è presente Gesù. Ed ogni volta che voltate le spalle ad uno di questi piccoli, ad uno di questi vostri fratelli e sorelle – ebbene - voltate le spalle a Gesù, voltate le spalle al vostro creatore. Sapete - voi che adesso vi sentite onnipotenti, voi che adesso vivete nelle vostre case calde e piene di agi - sapete: un domani potreste essere voi a trovarvi nelle condizioni di chi adesso disprezzate, di chi adesso voltate le spalle con disgusto, come fosse un essere aberrante: neanche degno di essere chiamato uomo. Allora, io vi chiedo: Cosa farete a quel punto – ditemi -: bestemmierete, insultando Dio, incolpandolo dei vostri fallimenti, della vostra rovina? O ritornerete a ricordarvi di lui? Lui che ancora aspetta - nella sua infinita bontà - che ognuno di voi figli possa ritornare ad amarlo, possa ritornare a chiamarlo Padre, possa ritornare a ricordarsi di lui. Lui vi ama, sapete? Vi ama di un amore infinito. Vi ama al tal punto, che ancora spera che voi possiate ritornare a credere in lui. Vi ama nonostante voi - piccoli, miseri uomini - lo abbiate abbandonato. Gli avete girato le spalle: facendo dei vostri idoli il denaro, il successo, il potere. Uomini, donne di questa terra: nella grande misericordia di Dio anch'io, misera sua serva, sono qui a chiedervi di cambiare la vostra vita. Cambiate, figli di Dio: cambiate il vostro modo di vivere, cambiate il vostro modo di pensare. Siate misericordiosi e amorevoli, verso il vostro prossimo: condividendo il pane con chi non ha pane, le vesti con chi è nudo. Scacciate con tutta la vostra forza il maligno. Mettete da parte ogni egoismo: amate, condividete - prima che sia tardi - cambiate il vostro modo di vivere, cambiate la vostra vita: prima che sia tardi. Il mondo vedrà un era di grandi sofferenze, che solo la forza della preghiera potrà fare qualcosa per mitigare. Vi invito dunque - prima che sia tardi, prima che l’Onnipotente faccia scendere su tutti voi il suo giudizio - vi invito a cambiare. Non è mai troppo tardi per convertirsi, non è mai troppo tardi per ritornare a pregare, non è mai troppo tardi per cambiare. Salvate questo mondo, salvate i vostri figli, le nuove generazioni: così in pericolo, ora più che mai. I vostri figli - e i figli dei vostri figli - stanno crescendo pensando che tutto gli sia dovuto, pensando che con le tecnologie tutto si possa risolvere. E anche loro, ignari del pericolo, si stanno allontanando pericolosamente da Dio: l’unico che può salvarli, l’unico che può davvero tutto. Vi rinnovo la mia richiesta: tornate indietro, abbandonate la strada che avete intrapreso. O per molti di voi, non ci sarà un domani. Che il Signore possa entrare nei vostri cuori. E con lo Spirito Santo illuminarvi il cammino, ora e sempre.

Scritto da M.P

domenica 28 ottobre 2018

Maria Santissima (da Scascoli)

27 Ottobre 2018

 Figli miei, mi presento a voi come madre, come sorella, come l’amica più cara che avete, se preferite.Mi presento a voi: io sono Maria santissima. E vi parlo da questo piccolo, dimenticato posto, in provincia di Bologna: vi parlo da Scascoli, tramite il Messo che Dio ha voluto, per farvi avere le parole del suo Regno. Questa mattina, in questa piccola chiesina, si è celebrata la santa messa: con pochi presenti e con alcuni distratti dalle moderne tecnologie. A voi che mettete le tecnologie davanti a Dio, a Gesù, voglio dire: Ma neanche il tempo per una messa - la preghiera più potente che ci sia - riuscite a stare senza le vostre tecnologie distruttive? Ma non sono qui per voi. Ma per tutti voi, figli e figlie, che cercate di seguire Dio in questo momento difficile: per i cattolici in generale. Voi, che siete l’ancora di salvezza di questo mondo e del Popolo di Dio. Voi che rappresentate un numero sempre calante, di popolo che segue Dio - o almeno ci prova a seguire Dio - in un mondo che gli ha voltato le spalle: parlo a voi, alle vostre famiglie, ai vostri figli. E vi dico: Grazie! Grazie - da parte mia e di tutto il Regno - per essere costanti nello scoraggiamento, e fedeli nella persecuzione che ogni giorno il demonio cerca di mettere in atto, nei vostri confronti: facendovi lottare con voi stessi e con gli altri uomini e donne, che come pecore nere seguono la via della perdizione. Grazie per questa vostra forza d’amore - e di fede in Dio e per Dio - che ci mettete. E grazie di essere venuti qui, al mio cospetto, a pregare Dio di ascoltarvi: per i vostri problemi, i vostri dolori. Ma anche per ringraziarlo, per ciò che ogni giorno vi dona. Mi auguro che questo piccolo santuario sia riconosciuto: e che si possa pregare e dire messe da questo posto, ove io, Maria, sono apparsa. Mi auguro che questa chiesina venga aggiustata, e resa degna di ospitare Gesù, mio figlio. Ma se tutto questo non ci sarà, la cosa che mi auguro di più - e che vi auguro con tutto il cuore - è che voi, ed altri continuino a venire qui a Scascoli a pregare, come da tempo fate. E che la Chiesa riconosca e lasci libero questo posto: per tornare ad avere più uomini e donne consacrati a Dio, per potere riaprire le chiese e non chiuderle, come sta facendo ora. Vi prego: ascoltatemi e pregate. Pregate Gesù, pregate Dio, che rimetta l’amore nel cuore dell’uomo e della donna. Che il progresso si fermi, e fermi l’impazzimento che sta creando nella mente dell’uomo. E l’uomo torni ad essere pecora e non più lupo: confidando e pregando Dio, insieme ai suoi Pastori saggi e puri - che fuggono satana - per tornare così ad essere il popolo di Dio, il vero popolo di Dio. Vi benedico, figli miei. E sempre sia fatta la volontà di Dio.

giovedì 4 ottobre 2018

Padre PIo

Signore perdona loro, perché non sanno cosa stanno facendo! Signore mio, perdona il tuo popolo, che si sta sempre più frazionando e disgregando, seguendo correnti cattoliche, che di fatto tali non sono: ma che sono opera di satana. Che mette zizzania nel popolo - nel tuo popolo, Signore - e lo tenta con una fede irosa, e non di amore per Dio e per i propri fratelli e sorelle. Signore Dio, Gesù, ti prego: perdona chi dice di essere un tuo consacrato e invece, in fatti e parole, è solo un burocrate: e va contro agli insegnamenti del Santo padre Francesco. Dio ascolta la mia supplica: fammi tornare in mezzo a questo popolo, a tirare ceffoni e ammonizioni a chi pensa di essere tanto cattolico e invece serve satana!
Salve a tutti voi, fratelli e sorelle: io sono Pio o se preferite, Padre Pio. Ho vissuto in mezzo a voi qualche tempo fa, ma non poi così lontano da voi. La lontananza l’avete creata voi, uomini e donne di questi ultimi tempi: voi che dal seguire Dio - andare a pregare in santuari o luoghi di culto e fare pellegrinaggi, per chiedere perdono e grazie - voi, che ora credete in voi stessi, avete vuotato le chiese. Avete lasciato soli i Pastori, avete - con il vostro modo di fare - detto a Dio che non avete più bisogno di pastori, perché non avete bisogno di Dio. Siete diventati bravi: ora sapete vivere da soli, non avete bisogno di Dio. Figuriamoci! Andare in chiesa è tempo perso: meglio far fare sport ai bambini o andare a fare spesa nei negozi. Oppure lasciare i bambini ovunque, e fare gli affari vostri: vero?! E voi vi chiamate genitori e dite di volere bene ai vostri figli: che scempiaggine, se non li proteggete dal vero ed unico nemico - crudele e feroce - il demonio! Cosa? Il demonio non esiste? Certo, vi fa comodo pensarlo. Ma se vi guardate attorno: fuori dalla vostra vita agiata, dalla vostra casa, dalla vostra auto, vedrete all’angolo della strada, uno come voi - sì, proprio come voi! - colpito dal demonio, e che ora vi chiede soldi o ciò che potete donargli per vivere. E voi dite ai vostri figli: Quello è uno che non ha voglia di fare nulla, e non bisogna dargli nulla: è pericoloso, persona da evitare. Ma che ne sapete, voi adulti: cadete forse nel giudicare? Ah, già: voi avete abbandonato Dio e quindi giudicate e sparlate, come il demonio insegna. E questo insegnate ai vostri figli.
Queste generazioni di adulti - queste ultime generazioni di genitori - sono la rovina del mondo, dell’umanità. Voi non conoscete Dio, che vi ha creato. O se lo avete conosciuto, ora lo evitate. Voi genitori - e ragazzi e ragazze di questo tempo - non conoscete l’umiltà, il perdono, l’amare il prossimo. Amate solo voi stessi: se state bene voi, il mondo può crollare. Ed è quello che succederà. Con la differenza che sarà l’uomo, la donna a sparire: non il mondo. Non il povero, non chi mendica, non chi chiede giustizia - per la cattiveria di altri - non chi ignorate e criticate. Ma l’uomo, la donna come voi: al di sopra di tutto e di tutti, che credono in sé stessi e di avere una risposta, una soluzione a tutto.
Meno sacerdoti, meno Pastori, perché non ne avete bisogno: tanto non li ascoltate! Meno chiese, meno messe: tanto non ci andate! Meno preghiera e richiesta di perdono a Dio: tanto Dio non esiste! Che miseria, fratelli miei! Che miseria di fede e di cultura. Credo che, da ora in poi, si toccherà il minimo di moralità, di umiltà e di carità. Si toccherà con mano la distruzione dell’uomo, della donna che hanno lasciato Dio, in mezzo alle cose futili della vita.
Sono veramente dispiaciuto per voi, e anche per tutti coloro che in Dio credono: e cercano con la loro vita, le loro famiglie, di servirlo. Perché saranno perseguitati, dal progresso e da voi, popolo senza Credo. Mi dispiace per i vostri figli, e mi auguro che loro - le nuove generazioni - siano capaci di riconoscere che senza Dio non si vive: perché, se no, scenderanno le tenebre sull’uomo: e sarà la fine dei malvagi e di chi serve satana.
Io, Pio, vi chiedo umilmente di redimervi. E tornare ad essere il Popolo di Dio, e non di satana.

venerdì 20 luglio 2018

San Francesco d'Assisi

Umile e grande tu sei, mio Signore, potente e forte è la tua parola. Con l’umiltà della croce hai obbedito a Dio Padre, in modo che la sua grande potenza potesse operare sull’uomo che lo ascolta.
Eccomi, piccolo e ingrato tuo servo, eccomi prostrato ai tuoi piedi, non degno nemmeno di togliere la polvere da un tuo sandalo. Eccomi: sono Francesco, tuo servo. E ti chiedo: Perché, mio Signore, l’uomo non ha ascoltato la parola di tuo Padre, la parola di Dio - l’unico, vero, grande Dio - non ha ascoltato la tua parola, mio Signore, mio Dio? Ma con l’intelligenza che tu gli hai dato, sta andando contro, sempre più, al tuo volere e al tuo creato.
Mio Signore, ascoltami! Questo tuo servo ti chiede: stendi la potenza del tuo braccio su questo popolo, indegno di servirti, indegno di essere chiamato popolo di Dio. Indegno, perché non ti ha seguito, con grande dolore da parte mia. Il tuo popolo, il popolo che Dio ha messo sulla terra, ha rifiutato il dono più grande che tu gli hai fatto: la croce, mio Signore.
Ahimè, anch’io ho portato poco la croce, sono stato poco degno di servirti. E tu, mio Dio, nella tua immensa e grande bontà, mi hai chiamato al tuo fianco, come santo, per potere operare ancora, dopo aver lasciato la vita terrena, attraverso il ricordo del mio nome e del mio operato. Che è stato ben poco: è stato un granello di sabbia nel deserto. E' stato niente, rispetto a quello che tu hai sofferto per questa umanità.
Ti prego, ascolta questa mia preghiera, questo mio lamento, questo mio dolore. Dall’alto del cielo, vedo gli uomini, le donne - i miei fratelli, le mie sorelle - che stanno conducendo il popolo alla fine. Ma a una fine che tu non hai scritto: alla fine che l’uomo sta scrivendo. Alla fine: una fine che satana vuole per l’uomo.
Mio signore - anche se so che ciò non sarà mai possibile - io ti chiedo, battendomi il petto e stracciandomi le vesti, di infrangere il patto che Dio Padre ha fatto con l’uomo: di lasciarlo libero di pensare, di fare, di agire. E colpisci l’uomo, distruggendo ciò che è perfido: colpendolo nel suo intimo, nel suo io, mostrandogli quello che sta facendo. E fermando ogni sua volontà di fare del male, e di andare contro al proprio fratello e alla propria sorella. Togli dall’uomo il cuore di pietra e donagli il cuore di carne, in modo che possa amare suo fratello, sua sorella e il creato tutto. Ti prego, Signore, abbi pietà di lui. Ti prego, mio Dio: misericordia per i tuoi servi, che tali non sono. Ti chiedo, mio Dio, mostra la tua potenza contro il principe malvagio, che sta distruggendo il tuo Regno perfetto.
Sono Francesco, il tuo umile servo: non degno di parlare con chi tutto può e con chi, con il dolore, ha creato la più grande delle lodi a Dio Padre. Sono Francesco, umile frate, e ti chiedo perdono per questo uomo.

lunedì 23 aprile 2018

Arcangelo Gabriele

Eccomi, Maria, sono a portarti il grande annuncio: Dio, attraverso il suo Santo Spirito, ti dona la gioia di essere madre del suo unico Figlio. Sempre che tu, o Vergine donna, gli dica di sì.
Quale mistero! Quale mistero per voi, uomini e donne, in queste parole. Chi mai può rimanere incinta, se non conosce uomo? Come potrà mai essere incinta, se non fecondata da seme d’uomo, Maria? Voi dite: E' impossibile! Eppure a Dio nulla è impossibile. Ma voi, uomini e donne: voi a tutto questo non credete forse? Alla grande umiltà e obbedienza di Maria santissima, che ha permesso a Dio di fare nascere suo Figlio, Gesù, da una donna. Sì, una donna: una di voi, uomini e donne che abitate questa terra, dono di Dio. Una donna comune, ma...! Con una fede tale da non impedire, non intralciare la volontà di Dio. E un'obbedienza mite e senza titubanza. La sua risposta, nella sua mitezza, è stata: Eccomi! Sono la serva di Dio, si compia in me la sua parola.
Quale grande mistero la fede: quale grande gioia obbedire a chi tutto può e tutto sa. Quale grande dono, Dio - e solo Dio! - fa a chi gli obbedisce, cioè la vita eterna. Eterna, come la sua parola all’uomo, sua creatura, che da sempre Dio segue con amore. E che, da buon padre, cerca di aiutare e salvare, portando il suo unico Figlio al più grande sacrificio - uno e unico sacrificio per tutti voi, uomini e donne - la sua morte. La morte in croce, per vincere satana: il principe del vostro tempo.
Mi presento, sono Gabriele - se preferite, l’arcangelo Gabriele - e vi porto la parola di Dio, come a suo tempo feci con Maria, madre di Gesù.
State vivendo in un mondo che rapidamente state distruggendo e deteriorando, con il vostro fare perverso e senza dignità. Avete confuso parole come dignità e gioia di vivere, con denaro e potere. E per queste due parole siete disposti a fare ogni cosa, dimenticandovi che siete figli di Dio. Siete cristiani e cattolici, e non potete calpestare il prossimo: non potete maledire e uccidere, non potete fare del male a chi è più povero e infelice di voi, non potete vivere facendo del vostro corpo, del vostro fare, uno scempio usato solo per mettervi in mostra. Sapete come si chiama ciò? Si chiama lussuria, si chiama ira. E sono peccati per i quali ottenere il perdono è difficile, molto difficile, anche da un Padre misericordioso come il vostro. Il cristiano cattolico non può calpestare chi soffre, lasciare anziani e bambini alla loro sorte, solo perché sono più deboli. O gli infermi senza assistenza, senza l’aiuto di una parola di fede e di speranza: abbandonati. Sentite questa terribile parola, che suona e rimbomba - abbandonati - come un urlo che squarcia il cuore. Questa parola è entrata ormai nella vostra vita, di uomini e donne, figli del progresso. Ma io vi dico: Servitori di satana.
A chi piace il dolore, la morte, la malattia: il vedere i bambini soffrire nell'abbandono di chi non gli dona neanche cibo e acqua? A chi, se non a satana? E voi, moderni ed evoluti, lo state servendo. Ma poco vi importa, perché il vostro egoismo non vi fa vedere oltre a voi stessi. E gli altri, purchè non servano a voi, non contano nulla. State infrangendo le leggi di Dio, state rinnegando suo Figlio, Gesù. E andate contro a tutto ciò che Gesù ha insegnato e predicato. State distruggendo il mondo che Dio vi ha donato, senza scrupolo e senza ripensamenti. State condannando voi stessi, i vostri figli e quel poco di futuro che vi rimane, alla distruzione e alla pena eterna. E nella grande intelligenza che Dio vi ha donato, siete talmente stupidi e stolti che vi siete alleati con il demonio, usando il dono di Dio contro di lui. Ma non è contro di lui, ma contro di voi: perché sarete voi, e chi con voi trascinate, a pagarne il conto.
Dio vi ama. Gesù vi ama. Maria santissima, vostra avvocata, vi ama come ama suo figlio, Gesù. Il regno di Dio, ogni giorno, lotta contro satana: nascosto nelle vostre tentazioni, nel vostro io, nel vostro orgoglio, nella vostra superbia. Ogni giorno, la lotta è sempre più difficile e ardua. Ma Dio Padre crede ancora in voi, uomini e donne di questo tempo, e vuole portarvi alla vita eterna. Non alla dannazione e alla pena eterna, ma alla gioia di potere essere con i Santi in paradiso.
Smettetela di diffidare di Dio, e cercate riprendete una giusta condotta di fede e di vita. Cercate Dio là dove l’avete lasciato, perché lui non se n'è mai andato da voi. E' sempre lì, come un buon padre, ad aspettare il ritorno del figlio, per perdonarlo: se il figlio torna pentito. E con l’umiltà di chi si è perso e non sa ove andare, chiede aiuto, dicendo: Padre, insegnami la via per potere salvare la mia umile vita e quella del mio prossimo.
Io, Gabriele, vi chiedo di aiutare voi e i vostri fratelli e le vostre sorelle a riprendere la giusta via: pregando e ascoltando Dio, e non satana. Smettetela con il vostro disprezzo della vita e di ciò che Dio vi ha donato. E ritornate, da buon cristiani, a riempire le chiese e ad ascoltare i vostri pastori.
E sempre sia fatta la volontà di Dio, Padre onnipotente.

martedì 9 gennaio 2018

Gesù

Salve fratello! La tua obbedienza fa sì che tante cose avvengano secondo la volontà di Dio. La croce che porti ogni giorno, insieme alla tua famiglia, è un dono che voi offrite a Dio. E Dio lo tramuta in opere di bene: in opere di pace e anche veri propri miracoli, là dove egli vuole. Così succede anche per la croce e il dolore portati da altri tuoi fratelli e sorelle, nel mondo intero: un peso, una fatica, un dolore, che offerto a Dio diventa grazie o sconti di pena per le anime purganti. Oppure tutto ciò che Dio, di buono e giusto, può fare a chi chiede il suo aiuto.
Per chi non ha il dono di vedermi e sentirmi - dono che a te è stato concesso da Dio - io sono Gesù, Figlio di Dio e di Maria santissima. E vi voglio parlare di questo uomo, dell’uomo che vi scrive: e che ha lasciato - anche in modo un po’ forzato onestamente - la sua vita, il suo fare, il suo volere. E si sta sempre più abbandonando al volere, alla parola, al fare su di lui, di Dio. Certo, ha avuto il dono di potere parlare con me, Gesù: di vedermi, ascoltarmi. E io l’ho seguito, passo passo, in questa sua difficile conversione. Dono che ha avuto un costo: portare la mia croce. Strappato dal demonio, che lui serviva inconsciamente, come tanti di voi: staccato dal suo modo di vivere, violento e pieno di certezze, le certezze dell’uomo. Rovesciato su se stesso - e certo non con poca difficoltà, perché ho dovuto lottare contro la sua volontà di uomo - io, Gesù, con l’aiuto di altri santi e personaggi del Regno, abbiamo trionfato su di lui. Sempre però dandogli la possibilità di decidere chi seguire - se Dio o il demonio - se lasciare o continuare.
Dio ha trionfato su di lui, il Bene ha trionfato su questo uomo: uno come tanti, uno di voi. Con la differenza che lui ha accettato - non senza lottare e scalpitare, ma ha ceduto alla volontà di Dio - sacrificando a Dio la propria vita: lasciando lì in terra, davanti alla mia croce, le sue sicurezze. E accettando di portare un po’ della mia croce: un po’ che sta diventando sempre più peso e doloroso, ma che riesce a portare. Perché Dio non dà mai di più del peso che si riesce a sostenere.
Perché vi parlo di quest’uomo? Perché ognuno di voi, fratelli e sorelle, può essere convertito a Dio: come lo è stato per lui. E' vero, su questo uomo Dio ha un progetto speciale: perché gli permette di cacciare il demonio e il Male, dopo averglielo fatto conoscere bene, in tutte le sue subdole forme e fattezze. Ma io vi dico, che su ogni uomo, donna, bambino, Dio ha un progetto speciale. Su ogni sua creatura, Dio ha un progetto speciale: il più grande e bello dei progetti, che è condurvi tutti alla vita eterna. Strapparvi dalle grinfie del demonio e condurvi a lui: a Colui che tutto può.
Fratelli e sorelle: il demonio esiste, il Male esiste - nelle sue malefiche e molteplici forme - ma come è successo per questo mio fratello, esiste anche la possibilità di redimersi, pentirsi e tornare al Bene: alla pace e alla vera vita, fatta di aiuto verso i più deboli e di amore verso il prossimo. Io, Gesù, vi dico: cacciate il Male da dentro di voi! Dalla vostra testa, dal vostro cuore, dalla vostra vita. Cacciatelo con opere buone: con la preghiera, con la confessione e la comunione. Cacciatelo facendo del bene ai bisognosi. Perché il mondo, la vita che state vivendo ora è falsa: è una falsa strada, che vi condurrà solo là dove il maligno vuole. Non basta essere battezzati o avere ricevuto i sacramenti, per essere cristiani. No, non basta! E se vi guardate attorno - non come stolti, ma come uomini e donne di Dio - vi accorgerete che di cristiani che pregano ce n’è sempre meno. E che il Male, la pazzia, sta dilagando. Vi voglio dare un'ulteriore allerta, fratelli miei: state attenti alla pazzia della troppa sapienza e del tentativo di onnipotenza dell’uomo, che tutto vuole risolvere con la sua scienza. Fate attenzione, o la vostra vita verrà manipolata da chi pensa di potere tutto: magari servendo il principe delle tenebre.
Venite con me, fratelli e sorelle. Venite a me: abbracciate la mia croce e tenetevi ben saldi. E donate il vostro cuore, la vostra vita, a Dio. E sarete con me, Gesù, nella vita eterna.