mercoledì 9 agosto 2017

San Pio

Fratelli e sorelle, di questa intera terra che Dio vi ha donato: io sono Pio, padre Pio, servo di Dio e della Chiesa, casa di Dio.
E' strano: in ogni parte del mondo, vi vedo sempre meno numerosi calcare la soglia della casa di Dio, sempre meno presenti alla santa messa, sempre meno pronti e degni di ricevere l’Eucarestia. Già, è strano. In un momento di difficoltà, come quello che ora state vivendo in ogni parte del mondo, in ogni angolo oserei dire della vostra amata vita, dovreste essere molto e in molti vicino a Dio. E in molti entrare nella sua Casa: partecipare alla preghiera, e a quel grande dono - quel grande esorcismo - che è la Messa. E invece voi, uomini e donne, fate tutt’altro: correte e correte senza tregua e senza un attimo di pace, per fare cose futili e di nessuna necessità a volte, se non per il vostro piacere personale. Sì, solo personale: perché se amaste la vostra famiglia, la vostra vita, capireste che la cosa più importante, che per voi e per i vostri cari potete fare, è pregare. E partecipare alla messa, con devozione e amore, per i vostri cari, i vostri fratelli e le vostre sorelle del mondo intero.
E questo vuol dire amore per Dio. Quando il popolo si diceva essere più ignorante, come cultura e parola - e senza tutto il progresso e la tecnologia attuale - nei tempi di difficoltà, di guerre, di carestie, di pestilenze, si radunavano con i loro pastori e pregavano Dio. E Dio, il suo popolo, lo ha sempre ascoltato. Ora, forse non vi rendete conto del pericolo, del momento difficile in cui il mondo tutto vive. O se ve ne rendete conto, siete degli incoscienti se pensate di risolvere un solo problema di questo mondo, senza l’aiuto di Dio. Fame, sete, malattie, povertà, desertificazione della terra e dell’anima stanno avanzando, a passo veloce, verso la vostra beata vita e ottusa mente - insieme a guerre e morte. Ma voi, pensate a voi: al denaro, alle vostre case, al vostro piacere, sperando e cercando di ottenere pace da cose materiali. Allora, io vi chiedo: avete mai pensato di cercare pace dentro a una chiesa, magari parlando con un ministro di Dio? E se volete proprio esagerare, partecipate alla santa Messa: confessatevi e fate la comunione. Perché se Gesù entra in voi, ecco la pace gratuita: magari poco lontana da voi. La pace della preghiera e dell’avere Dio con voi. Vi assicuro che è impagabile. E non ci vogliono soldi, o potere o altro: ci vuole solo amore per Dio e per il prossimo, che voi ora considerate un vostro nemico o antagonista nella vita.
Il popolo di Dio cerca Dio, nei momenti di difficoltà e di fatica e malattia della vita. E voi invece chi cercate, cosa state cercando? Io vi vedo vagare, forestieri sulla vostra terra: senza una morale, senza un sorriso da donare o una parola per consolare. Siete simili a statue in movimento, ma senza parola né cuore. E come statue vi sgretolerete sotto i colpi della vita, della vostra vita, guidata dal principe delle tenebre. E di voi non rimarrà che polvere: nemmeno un ricordo, perché sarete sempre più soli e non ci sarà nessuno a ricordarvi. Peggio ancora è che, con voi, state trascinando il mondo nel baratro. E il vostro fare distruttivo, sta provocando sofferenza e morte a tanti vostri fratelli e sorelle. Tornate ad essere il popolo di Dio, e Dio fermerà la pestilenza che distrugge la vita e il suo creato. Dio, e solo Dio, può riportare la pace e salvare i popoli, il suo popolo. Ma dovete amarlo. E per amare non ci vogliono soldi, potere, ira o altro. Ma ci vuole cuore, amore e fede in lui. E allora tutti sarete salvati.

sabato 22 luglio 2017

San Francesco D'Assisi


Tu, mio Signore, mio Dio, mi hai dato la grandissima grazia - nella tua immensa misericordia - di farti conoscere da me, uomo peccatore e iroso qual'ero. E tramite la tua parola, il tuo Santo Spirito, mi hai fatto cambiare la mia vita insignificante in una vita vera, al tuo servizio: umile, ma mai abbastanza, nei tuoi confronti e in quelli dei miei fratelli e sorelle. Obbediente, ma mai abbastanza: a volte infatti ho vacillato, davanti alla tua sì dura parola, al tuo volere, quando molti non capivano e credevano che fossi pazzo. La tua misericordia mi ha salvato, il tuo volere mi ha guidato. E ora sono qui ad ammirarti, in paradiso. Santo, per volere della tua Chiesa, ma umile: come sempre e più di prima, per poterti dire quanto ti amo, senza peccato né vergogna davanti a te, mio Dio.
Io, Francesco, ringrazio te, mio Signore e il Regno tutto, per questa gioia che mi è stata donata. È una gioia sì grande, che ogni uomo, ogni donna può ricevere: è un dono che Dio mette dentro ad ognuno di noi quando, ancora prima della nostra nascita, gli angeli ci cullano nel grembo materno. Un dono tanto grande, che nel crescere - per fatica e per incredulità, e per volere della società attuale - lo si perde, e si diventa servi dell’uomo e non più di Dio. E l’uomo, si sa, è molto facile da aggirare. E il demonio con l’uomo ci gioca, ora più che mai. Ed è da sempre che questa storia di vita (è) fatta di violenza, di potere, di denaro, di morti: uccisi dalla fame, dalla sete, dalle malattie create e volute dall’uomo per sterminare i più deboli - come le guerre tra potenti, che uccidono donne e bambini: bella potenza, vero? - o per religione. Solo scuse, per avere potere e imporre la legge del più feroce. La paura, per una vita condotta dal più cattivo e non dal più saggio: senza fede nel Dio giusto, di pace e amore. E amore senza fede nella verità, nella giustizia divina, nelle leggi di Dio. Senza gioia, nel vivere una vita sempre più difficile e faticosa: una gioia che solo Dio può dare nella difficoltà. Senza l’amore vostro per Dio: ma dove pensate di andare? Ve lo dico io: verso la vostra fine.
Io, Francesco, vi dico: prostratevi ai piedi di Dio, sdraiatevi a terra davanti a lui. E pregate che abbia clemenza e vi perdoni, perché se no conoscerete veramente la sua ira. Voi, uomini e donne, non credete a queste parole che il regno di Dio vi dona. Ma sarete voi, i vostri figli e i figli dei vostri figli, a subirne le conseguenze: conoscendo la giustizia divina.

Signore Dio, onnipotente ed eterno,
io, umilmente ti prego: salva il tuo popolo.
Guarisci le ferite che l’uomo, malefico e feroce, ti provoca
con l’amore della preghiera, di chi ti prega con amore e fede.
E aiuta il tuo popolo a riprendere la giusta via
un po’ persa, per la ferocia, per lo stordimento
che il nemico - forte e molto ascoltato da tanti - sta creando
anche nei tuoi fedeli e nella tua casa: la Chiesa tutta.
Signore, fai scendere il tuo Santo Spirito
ad illuminare i tuoi sacerdoti, i tuoi consacrati,
perché sappiano riprendere il ruolo
che tu, Dio onnipotente, gli hai donato
e cioè di Pastori del popolo:
senza paura né tentazioni,
senza distrazioni e senza peccato.
Aiuta, mio Dio, a venire fuori dal deserto di fede il mondo intero,
guidandolo come faceva Gesù:
predicando alla folla.
Aiutali, Signore, perché loro non sanno
e non capiscono cosa stanno facendo:
storditi e deviati dallo sporco gioco del nemico comune, satana.
Grazie, mio Dio, per ciò che fai e farai.
E sempre sia fatta la tua volontà, e mai quella dell’uomo.

lunedì 29 maggio 2017

Gesù. (breve ma intenso)

Vi ho detto: ho sete. E non mi avete dato da bere. Ho detto: ho fame. E non mi avete nutrito. Vi ho detto: ho freddo. E non mi avete vestito né dato un tetto ove ripararmi. Vi ho detto: amatevi gli uni gli altri, come io amo voi. E voi, ogni giorno, alzate il pugno contro vostro fratello o sorella. Vi ho detto: vivete in pace, in amore e fratellanza, perché siete tutti uguali. E voi non fate altro che fare guerre e sterminare innocenti, deboli, donne e bambini. Vi ho detto: pregate e predicate, portate l’amore di Dio a chi non lo conosce. E voi? Voi non lo conoscete neanche: tanto che voi stessi vi siete dimenticati di Dio. Vi ho detto, ma nulla o quasi di ciò che ho detto è stato fatto o fate: perché è più facile servire il demonio che Dio. E' più semplice percorrere la via del denaro, del piacere, della potenza e del terrore, piuttosto di dare pace e amore a chi non ha nemmeno di che nutrirsi.
Io sono Gesù, Figlio di Dio. E voi, popolo degenere - servo di satana - non avete ascoltato la mia parola, che fin dalla mia venuta di uomo sulla terra è stata chiara, e senza dubbi di sorta nella sua interpretazione. Pace, amore, fratellanza e fede: parole che suonano dentro di voi come qualcosa di assurdo e stonato, per la vostra vita. E dire che, per ciò che fate e per ciò che dite, pensate, sarete giudicati.
In nome di Dio, redimetevi e cercate pace! In nome di Dio, fate cessare le guerre, le ostilità, le atrocità. In nome di Dio e per la sua gloria, pregate. E pregate che abbia misericordia di voi e del mondo intero. Tornate alla croce, portate la croce, amate la croce e sarete salvi. Solo la croce, la mia croce - sulla quale mi avete inchiodato, come ultimo degli ultimi - solo quella è la strada per salvare voi, popolo degenere e pieno di odio. Redimetevi, con cuore contrito o perirete per sempre!

lunedì 15 maggio 2017

Maria Santissima

13/05/2017

L’uomo vaga nella sua vita buia e senza luce. Bisognoso di quella luce, la cerca in ogni cosa materiale e a volte immorale. Oppure futile e sterile di sentimenti e azioni, che darebbero un po’ di quella luce che lui, l’uomo, va cercando: l’amore per il fratello, la sorella, per il prossimo - come dice Gesù: amatevi gli uni gli altri, come io vi amo - l’amore per la vita, per ciò che Dio ha creato per voi. Ed ecco il grande, vero sentimento che manca all’uomo oggi: l’amare Dio. Colui che vi ha creato e tutto ha creato. E che differentemente da voi, uomini e donne senza futuro, lui vi ama.
Io che vi parlo sono Maria. E vi dico, con la dolcezza - ma anche con l’apprensione di una madre che vede il figlio sbagliare e sbagliare, e continuare su una strada a dir poco senza via di uscita - che se non cambiate modo di vivere, di fare, di amare: ben presto vi accorgerete che tutto il vostro mondo, basato sul denaro e non sull’amore ... tutto finirà, ancora prima che possiate dire: Dio perdonami!
Certo, non credete alle mie parole. No, non voi: così superbi e fieri del vostro vivere. E non guardate, che tutto ciò che avete creato intorno a voi - dall’aria che respirate in poi - vi sta lentamente avvelenando. Pensate di avere le cure per le malattie, per i virus i batteri, che sempre più affiggeranno il vostro tempo: pensate di avere la scienza per curare e fare tutto. Ma io, Maria, vi dico: non c’è nulla che l’uomo può fare contro il demonio. E voi, ora, state lavorando per lui: e questo è quello che sta succedendo a vostra insaputa: perché non volete vedere, sentire e credere. Questo è il suo conto, il conto da pagare, che vi presenterà nell’andare avanti negli anni.
Non c’è intelligenza, né scienza, né medicina contro il demonio, figli miei. Ma una grande e sola parola: umiltà. L’umiltà di tornare al Padre, con la testa china, il cuore contrito e chiedergli perdono. Perché solo la fede in Dio, il Credo in Dio: solo la fede - e l’amore che essa comporta - ferma e ricaccia il demonio agli inferi. Tutto il resto, per lui, sono sciocchezze: che fanno dell’uomo una facile preda.
Ringraziate - voi che siete perversi e degeneri - chi prega per voi e per questo mondo. E sperate che la fede, l’amore nei cuori di chi prega Dio, non si spenga mai. Perché quella luce che è dentro al loro cuore, quell'amore che è dentro al cuore di chi ama Dio, è diventato come la fiamma di una candela che si consuma. Perché chi crede in Dio sta diventando quasi come una rara pietra preziosa, in mezzo a tanto nero carbone dell’umanità. Vi dico: convertitevi, pentitevi e offrite sacrifici a Dio. Rinnegate voi stessi, il vostro io, il vostro avere, il vostro credo materiale. Digiunate, e offrite il vostro cibo a chi non ne ha: conoscete la grande gioia della carità e cercate il perdono di Dio, perché solo così - obbedendo a Dio - potrete salvare voi stessi e i vostri figli, se insegnate loro ad amare Dio.
Figli miei: pregate e fate pregare le vostre famiglie, i vostri figli, i vostri amici. E parlate di Dio a chi incontrate, perché voi avete bisogno di Dio: il mondo intero ha bisogno di Dio, per poter vivere e non morire. Per poter vincere il Male: il maligno, che ora devasta il mondo intero.

lunedì 8 maggio 2017

Gabriele Arcangelo


Un angelo bianco scende dal cielo, dentro a un tunnel di luce bianca, impenetrabile. Mi si avvicina, in modo che io lo possa sentire. Mi guarda con aria abbastanza seria - forse perché è qualche giorno che lo faccio attendere – poi, senza esitare, inizia il suo discorso. 

Salve messo e salve a voi, uomini e donne, figli di Dio. Mi presento: sono l’Angelo di Dio, e porto a voi la sua parola. 

Grande, uomo, è la sua misericordia: grande è la misericordia di Dio e grande è la sua bontà, la sua giustizia, la sua umiltà. Tanto che Colui che tutto può non infrange mai il patto di libertà fatto con te, uomo: lasciandoti libero di fare e pensare, libero di agire anche in modo cattivo e malvagio. Ma mai Dio romperà il suo patto. Dio - l’unico e vero Dio - tanto potente e tanto umile da lasciare che l’uomo faccia della sua vita ciò che vuole, lasciandolo libero di scegliere tra il bene e il male: scegliere Dio o il demonio, che ora è il principe del mondo. Il Padre eterno guarda i suoi figli andare verso il baratro, e cerca - con le parole di Maria e del Regno tutto - di riportarli verso la salvezza, verso la fede. Ma non può costringere l’uomo a obbedirgli. E cosi l’uomo sceglie sempre ciò che al momento gli è più comodo e che gli fa più comodo. E poco importa se un domani il suo fare - il fare dell’uomo stolto, cieco e sordo - lo porterà alla fine eterna: sì, poco importa all’uomo di oggi conoscere Dio. Ma domani, un domani certo se ne pentirà, quando sarà davanti a Dio e dovrà rendere conto della sua vita malvagia. Servo di quel principe con il quale passerà l’eternità, nel dolore straziante della carne e dello spirito, per non avere ascoltato Dio. Uomini e donne, ecco la parola di Dio, ciò che Dio vi manda a dire: pentitevi e pregate. 

Pentitevi con il cuore, perdonate e fatevi perdonare. Pentitevi e cambiate vita: lasciate il malvagio e tornate a Dio, vostro padre. Pentitevi e sarete salvi. Credete in Dio, ascoltate le sue parole: ascoltate chi vi parla di pace e amore fraterno. Seguite Gesù e imitatelo nel portare la croce. E non caricate ancora di più la sua croce: la croce del Cristo, che ha portato i peccati dell’uomo. No, non caricatela. Ma aiutate a portare la croce, senza appesantirla. 

La vita nel benessere, nell’oro, nelle comodità, nello sperpero di tutto, è una vita falsa e ingannatrice - come chi vi invita a farla - e ben presto si tramuterà in una vita di dolore e di stenti: quando chi seguite, chi adorate, vi chiederà il conto. 

Dio vi invita a tornare a lui con cuore puro e pentimento sincero, prima che sul mondo intero scenda il suo giusto giudizio. Voi sapete che il tempo sta per finire: la sabbia della vita dell’uomo scorre, ormai da un po’, dentro la clessidra del tempo. Se continuate così, di voi - uomini malvagi, guerrafondai, perfidi e avari - non rimarrà nemmeno il ricordo. E vedrete trionfare il giusto, l’umile e l’obbediente alle leggi di Dio, che voi oggi calpestate. 

Pentiti, uomo e sarai salvato. Prega e chiedi a Dio perdono. E chiedi che sia fatta la volontà di Dio e mai quella dell’uomo: solo così riuscirai a salvarti. Dio ama tutti i suoi figli, ma i figli devono dimostrare di amare il Padre. 

Che Dio vi benedica.

lunedì 27 febbraio 2017

Gesù

Vi ho dato un comandamento nuovo: amate i vostri fratelli, le vostre sorelle, il vostro prossimo, come io amo voi. E voi, invece, vivete ognuno per sé: ognuno badando a sé stesso, ognuno guardando solo e curando solo i propri affetti. Incuranti, ciechi e sordi, di tutto ciò che intorno a voi succede. Non vedete, non sentite, le grida del dolore di chi viene colpito, perseguitato, tribolato da tribolazioni che neanche potete immaginare: inflitte dal vostro comune nemico. Che mi verrebbe da dire: voi stessi. Ma dietro tutto c’è il demonio: parola che voi sembrate non conoscere, nemico che voi non temete. Perché forse credete sia una leggenda? O forse immaginazione? O peggio, qualcosa di messo lì dalla Chiesa - casa di Dio - per spaventare il popolo. Increduli, ciechi e sordi, consapevoli e complici di questo grande distruttore e portatore di morte e sofferenza - potenti nel vostro mondo - egoisti e ipocriti, io vi dico: Sarete meno di un nulla davanti a Dio! E se pensate che Dio sia una leggenda: Bene! Perché questa leggenda vi giudicherà, alla fine del vostro cammino terreno.
Non mi sono presentato, ma credo si capisca: io sono Gesù, Figlio di Dio e di Maria santissima, mia madre: la più vicina a voi, uomini e donne, con i sui messaggi, le sue apparizioni. E là dove Dio vuole, le guarigioni, i miracoli, che lei dona.
È strano pensare che con tutti i messaggi che ricevete, ove vi si invita a pregare, a riavvicinarvi a Dio, a riconoscerlo come vostro padre, voi uomini e donne continuate - come pecore dentro al mattatoio - a seguire un'unica e distruttiva strada: quella che vi porta alla fine eterna. Non vi bastano guerre, malattie, che ogni giorno uccidono, straziano, distruggono voi e i vostri fratelli. Non basta vedere il Male colpire, distruggere, uccidere - ogni giorno, in ogni momento - i vostri fratelli, le vostre sorelle o bambini innocenti. Non vi basta. Voi continuate sul vostro cammino, come animali con il paraocchi: sempre avanti, sempre dritti verso la distruzione. Dove la massa va, voi andate: il resto non conta, non serve. Non serve a voi forse: perché non vedete oltre al vostro naso, e siete talmente convinti di vedere bene che non vedete il nero, il buio, la falsità che il demonio vi fa vedere. Solo la falsità e inganno che lui vuole che vediate: sulla vostra vita, sul vostro futuro. Vostro e dei vostri figli: succubi della vostra ignoranza e mancanza di fede, e impauriti dalla vita e da tutto ciò che li circonda, tanto da ricorrere a paradisi artificiali ove nascondersi.
Non si vive così: che crediate in Dio o meno, una moralità dovreste averla. Non potete essere come mercanti, che tutto comprano per tutto vendere: la vita è preziosa! E non bastano dottori, luminari della medicina e della scienza, per salvarvi dalla furia del vostro nemico-amico: che alla fine vi chiederà il conto, un conto assai salato.
Voi, uomini, donne, fratelli e sorelle, che vivete per distruggere e demolire tutto ciò che Dio fa, io vi dico: Quando chi seguite sarà rimesso in catene, voi, con lui, terminerete la vostra opera. E dal giudizio di Dio sarete colpiti. Giusto - è vero! - voi non ci credete in Dio. Io allora vi dico: Ditelo a lui, quando sarete al suo cospetto e invocherete la sua misericordia.

martedì 21 febbraio 2017

Il Misterioso

Il personaggio misterioso è presente già da qualche giorno, ma per ragioni chiamiamole personali ho atteso fino ad ora per poterlo ascoltare. Immediato il suo rimprovero: sul suo trono, con il suo librone e la sua voce imponente, che mi richiama al mio compito e ad essere più attento e veloce nel ricevere e scrivere le parole di chi Dio mi manda.
Passata la parte dei rimproveri, apre il suo librone, fa scorrere le grandi pagine e si ferma su quella di suo e nostro interesse, e incomincia a leggerla:
Eccomi uomo, un'altra volta a te. Eccomi a leggerti la parola di Dio, ciò che Dio ha già scritto su di te prima che tu, uomo, fossi creato per sua grande e giusta volontà.
Questo è il tempo della discordia, uomo, discordia su ogni cosa: incredulità, incoscienza, mancanza di Credo o di ricerca di cose che non hanno nulla a che vedere con il regno di Dio - il mio regno, uomo! - per sentirsi forti, diversi. Per dire: Io sì, che so come vivere e come gestire la mia vita, non quelli là. Già, quelli là.
E quelli là, sono il mio popolo: i pochi cristiani cattolici che seguono il vangelo, che seguono mio Figlio, Gesù e sua madre, Maria, e me suo Padre, Dio, l’Onnipotente.
Voi siete quelli là: per il popolo che pensa di sapere tutto, e che si sazia nutrendosi di libri e di culture diverse da quella che io ho insegnato e che i profeti, gli scribi, nei tempi hanno scritto, narrando la storia del popolo di Dio: pronto al sacrificio e alla morte pur di seguire Dio e suo Figlio Gesù.
Di cosa vi state riempiendo le meningi, di cosa vi state innamorando, per potervi sentire dei potenti e camminare come vincitori su questa terra: di cosa e di chi vi fidate, e in chi e cosa credete? Vi paragono ad animali: animali sbrancati, pieni di istinti ma non di intelligenza, che vi portano a credere di potere essere migliori di Dio. E vi trasformate in persecutori dei cattolici e della Chiesa, perché la loro morale - il loro modo di vivere, facendo del bene e seguendo Dio - vi da fastidio. La vostra solitudine - popolo ateo - il vostro essere e sentirvi soli, vi fa sbandare e divenire facili prede del vostro peggiore nemico, che conosce tutti i modi per potervi condurre a lui: facendovi avere denaro, potere, illudendovi che se colpite vostro fratello e sorella sarete ricompensati con un posto migliore nella società, e facendovi cadere nell’illusione di falsi Credi, che ogni giorno crescono. Credi che non conducono ad altro che a portarvi fuori dalla strada giusta: la strada che io, Dio, vostro padre, ho tracciato per voi. È triste vedervi cercare spiriti, angeli, forze energetiche e pensare che ancora si possa uccidere in nome di Dio. E' triste che ancora oggi, in certi luoghi, sia legale uccidere un altro uomo con la pena di morte, e addirittura torturarlo e seviziarlo. E' triste che mari, fiumi, sorgenti, aria, si stanno tutti inquinando per i veleni che voi - uomini tanto sapienti - mettete in essi. Per non parlare del cibo, che per vostra avidità e per la grande richiesta state rendendo finto, velenoso e mortale. È triste! Per non dire demoniaco: perché dietro ogni frode c’è potere o ricchezza, e sono armi del demonio. E se la vostra grande cultura, che cercate sui vostri libri, non vi fa capire che così non và: allora vuole dire che state leggendo ignoranza, come stolti. E come stolti seguite la vita, senza esserne protagonisti, se non della vostra e di quella di altri fine.
Quanta discordia! Anche la mia Casa è in discordia: il serpente viscido si annida nei luoghi oscuri della Chiesa, e lavora per fare sì che crolli l’immagine di fede, di speranza, di umiltà e di misericordia, che questa - la mia Casa - deve dare. Vescovi, sacerdoti, consacrati che si innalzano contro il santo Padre: giudicandolo, offendendo la sua fede, il suo Credo in Dio. E tutto perché loro, questi vescovi, non ascoltano lo Spirito Santo di Dio - cosa che Francesco fa - ma leggono i loro libri, scritti da altri uomini, credendo di essere dei luminari della fede. E così, di amare Dio. Io vi chiedo - a voi che criticate -: dov’è la vostra preghiera, che da tempo non sento? Dov’è la vostra fede: tutta nei libri forse?
I tempi cambiano, i giovani se ne vanno dalla mia Casa: perché voi li cacciate con regole del tutto imperative, e che non lasciano spazio alla interpretazione umana, misericordiosa e santa, dell’ascolto dello Spirito Santo: il mio spirito! Date fiducia al vostro Pontefice e non soffermatevi sulle parole scritte, ma imparate ad ascoltare la mia parola: o saranno veramente guai. Francesco ascolta la mia parola. E cerca di portare la casa di Dio agli uomini, alle donne, che non credono più in essa. Se questo è un peccato, allora lui è colpevole. Ma per voi - uomini che giudicaste mio Figlio e lo metteste in croce - non certo per me, Dio, che lo giudico un mio servo leale.
Il tempo scorre e la tua vita, uomo, passa sempre più velocemente: tra malattie, povertà e mancanza di tutto ciò che ti serve per vivere. Alla fine, chi stai seguendo ti chiederà il conto e te lo chiede sempre prima, da quanto vedo. Tanti giovani, bambini innocenti, muoiono e tanti altri giovani stanno prendendo strade che li condurranno a una fine prematura. L’unico modo per vivere, e sopravvivere anche dopo la morte, è seguire la mia parola: la strada che io ho tracciato per te, uomo o donna. Non ce né un'altra. Un'unica e sola possibilità di salvezza: fare del bene, amare il prossimo, aiutare i tribolati, assistere gli infermi. Onorare, ascoltare, il padre o la madre. Pregare in umiltà e obbedienza, ascoltando la mia parola e leggendo il Vangelo. Un'unica via di salvezza. E non importa essere dei luminari, ma importa essere buoni, con un cuore grande: capaci di amare e di farsi amare, di aiutare ed essere aiutati. E di pregare Dio che questo conto alla rovescia si fermi, e l’uomo possa salvarsi dall’inferno eterno.