martedì 29 maggio 2012

San Francesco

23-05-2012
Mi presento a voi, che non mi vedete, ma che se volete potete sentirmi: io sono Francesco, servo di Dio. Ringrazio Dio di avermi tornato a dare la possibilità di parlare a voi. Nel mio nulla, nel mio essere stato un piccolo uomo al suo servizio, Dio dimostra in me il suo grande amore: rendendomi santo ai suoi occhi, e suo servo nell'eternità. Ma veniamo a voi, popolo di Dio.
Oggi io vi esalto: sì, fratelli miei, io vi esalto! E vi dico che io non sono nulla rispetto a voi. Certo, parlo del vero popolo di Dio: che lo ama, lo ascolta, lo segue e segue i suoi comandamenti. Io, Francesco, vi ringrazio e vi chiedo di continuare a lodare Dio: ogni giorno, ogni minuto, della vostra vita terrena; perché così facendo potrete godere dell'amore di Dio per l'eternità. Eternità, fratelli. Questa parola che significa: per sempre, che significa non avere più la sabbia del tempo, che scorre ogni istante della vita terrena. Eternità: un'eternità passata con Dio, con Gesù, con Maria e con tutto il suo Regno. Un regno di anime buone e oneste; un regno ove il male non esiste, il dolore non esiste: esiste il bene e l'amore di Dio per il suo popolo, in eterno. E per il suo popolo, la grande gioia di potere lodare Dio; di incontrare il Padre, e restare con lui per sempre. Tutto questo è fantastico, fratelli miei! E io, che certo non ne sono degno, ora godo di tutto questo; ora io sono santo, per volere di Dio; e per suo volere, sono alla gioia eterna di poterlo servire. Credetemi, nessuna gioia è più grande. Ma anche voi, che siete ancora sulla terra, lo sapete: voi sapete che quando Dio è nel vostro cuore, nella vostra mente, e ci si sente illuminati dalla sua grande forza, nulla vi può fare paura; nulla vi farà vacillare. Guardate i vostri volti, popolo di Dio; guardate il vostro cuore: esce gioia, esce forza e speranza da voi; esce luce: la luce della fede, che illumina e riscalda voi e chi vi è vicino.
Anche nelle difficoltà vi tenete stretti a vostro Padre, e a vostro fratello, Gesù; e vi mettete tra le braccia di Maria, vostra grande protettrice. E non temete, anche quando il dolore sembra soffocarvi. Voi siete forti e non temete, perché voi siete il popolo eletto di Dio; il popolo per il quale Dio aprì le acque del mare, mettendo in salvo il suo popolo dalla minaccia del demonio, alla guida di un popolo pagano. Io ancora vi dico: Grazie! In questo momento difficile per i cattolici, voi siete la salvezza di chi ancora ha fede; ed è conscio che senza Dio non si può vivere.
Ora, fratelli e sorelle: guardate i vostri nemici, i vostri persecutori; coloro che ancora oggi, se potessero, vi inseguirebbero per fare strage di voi e della vostra fede. Guardateli: i loro volti sono grigi, spenti, cupi; i loro occhi sono malinconici e tristi, perché in tutto il loro avere non avranno mai pace e amore. Il loro cuore è arso dalla sete: la sete di amore; quell'amore che forse hanno comprato, ma di cui non conosceranno mai il calore; la gioia di una famiglia, la felicità di essere in pace con i propri fratelli, e non il doversi in continuazione guardare le spalle: perché il male che fanno, o che hanno fatto, è pronto ad aggredirli.
Voi, fratelli miei, siete luce; loro sono tenebre. E anche se vi calunnieranno, ben presto si accorgeranno di cosa vuole dire vivere senza Dio, e perseguitare il suo popolo. Dio è buono e misericordioso, ma non sopporta che l'uomo insorga - per volere del male - contro il proprio fratello; non accetta che sia fatto del male al suo popolo. E chi alzerà la mano contro il suo popolo, ne pagherà le conseguenze per l'eternità: di lui, nemmeno sua madre si ricorderà di averlo messo al mondo.
È triste, fratelli, ma sembra che i vostri fratelli corrano verso la loro fine, a grandi passi. E voi, voi piccolo popolo: pregate, e resistete agli attacchi del male, pregando anche per loro; accendendo, ancora una volta, alta nel cielo, la grande luce della speranza; speranza che l'uomo si redima, e ami il suo unico e vero Dio.
Vi benedico, popolo di Dio. E con umiltà, io, Francesco, sarò sempre con voi nella lotta contro il male; sapendo che solo con Dio si vince, perché con Dio si vince sempre. Sia fatta la sua volontà!

martedì 22 maggio 2012

Il personaggio misterioso


21-05-2012

Il personaggio misterioso, con il suo librone, gira la pagina e legge:

Dal libro della vita, scritto prima che l'uomo vivesse, oggi leggo questa pagina di storia dell'uomo: storia già scritta, su un libro che sembra ogni giorno perdere pagine, arrivando presto alla fine. Così è scritto:
Quanti sono stati i miei richiami, uomo! Quanti i messaggeri che ti ho inviato, per farti cambiare modo di vivere e di fare; per convincerti che di Dio ce n'è uno solo. Dal tempo in cui ti ho mandato mio Figlio a predicare, e a farti capire che veramente io solo - io, tuo unico Dio! - tutto posso. Da quel tempo, tu, invece di avvicinarti a me - creando e vivendo in un'unica fede, in un'unica grande pace e amore – tu, uomo: da quel tempo, e anche prima, non hai fatto altro che cercare nuovi idoli e nuovi dèi; magari creati da te stesso, con le tue mani. Che sì, sono capaci e lavarono saggiamente - grazie alla mente che io ti ho dato - ma non sono certo in grado di creare dal nulla; di dare la vita, di vincere la morte. Uomo: sarai e rimarrai sempre un uomo, che per essere sicuro di te stesso - per non avere paura; per camminare tranquillo nella vita - hai bisogno dell'amore di chi ti ha creato: come un bimbo in fasce dipende dalla mano di chi lo ama. Anche tu, uomo, dipendi da me, tuo Creatore. Tu, questo, nel tuo delirio di onnipotenza che hai sempre avuto, non lo hai mai ammesso. E vivi la tua vita, cercando di dimenticare chi veramente ti vuole bene.
Sembra quasi che il Bene ti disturbi. E certo è così: perché ti impone di vivere con regole, e modi di comportamento, che non ti permettono di distruggere i tuoi fratelli per il tuo bene; che non ti lascerebbero insensibile davanti a chi soffre, o a chi muore per fame e sete; mentre tu sprechi in un ora quello che ai tuoi fratelli basterebbe per vivere una settimana. Certo, il Bene ti dà fastidio! Vivere secondo le leggi morali: la tua morale, che io ti ho dato. E che tu hai soppresso, per la tua ricchezza: ricchezza di beni, che davanti a me a nulla ti serviranno; perché io guarderò la tua vita e, dentro al tuo cuore, la pochezza della tua esistenza.
Un'altra pagina dolorosa è questa, uomo. Dolorosa per me, che ti ho dato tutto! Perchè tu potesti vivere lontano dal tuo nemico, lontano dal male. Ti ho dato intelligenza, intelletto; e ti ho lasciato libero di decidere cosa fare. E anche se ora - a guardare molti di voi - mi verrebbe da pentirmene, io invece vi dico: E' stato giusto così; come giusto io sono. Non un padrone, non un imperatore sadico e crudele; non un tiranno, che vi vuole imporre le sue leggi. No, io non sono questo! E non voglio questo. Ma voglio che chi mi segue, mi segua per amore e con gioia; e non perché obbligato. Io voglio che chi crede in me, lo faccia con il cuore e con la sua mente libera; e non impaurita da chissà quale paura. Voglio che siate liberi. E come sempre ho fatto, vi metto in grado di capire ciò che è bene e ciò che è male, e di scegliere per voi la strada che preferite. Nessun obbligo, nessuna costrizione: ma la libera scelta, che vi porterà alla vita eterna o dove voi già sapete.
Per voi ora è maggio. E questa pagina parla del vostro tempo, che state vivendo. Era già scritta, come tante altre ancora. Ma che - come ho detto altre volte - spero non vi siano lette. E che siano tolte, rimpiazzate, da pagine che raccontino di come l'uomo ha rincontrato Dio: il suo unico, e vero, Dio Padre.
Ho fiducia nell'uomo, ho fiducia nella mia creatura. E continuerò a difendere il mio popolo, e ogni singolo uomo, donna o bambino che in silenzio, nel silenzio della sua mente, prega e parla con me. Ora, più che mai, difenderò chi mi ama e chi in me crede. E guai a chi oserà fare del male a chi mi ama, perché conoscerà la mia ira.
A te, uomo ateo: ignorante e blasfemo; che mi incolpi del male, e ti vanti del bene. Ti dico: Attento! Perché il male, per il quale mi condanni, è opera di colui che tu adori. E che non sono certo io, visto che mi hai dimenticato; è il tuo bene e la tua fortuna - che il dèmone ti ha dato - che ora chiede il conto: un conto duro e doloroso, ma che sempre riscuote. Sei tanto evoluto, come tanto ingenuo. Svegliati, uomo, svegliati! E chiedi perdono. Tu non puoi, e non sei nulla senza di me. E ringrazia chi, ogni giorno, si alza e prega. Prega anche per te, anche se tu magari lo umili o lo deridi. Ma un giorno, se ti salverai dalla pena eterna, lo dovrai a lui. E allora capirai, ma forse non avrai tempo per pentirti e chiedergli scusa.
A voi, mio popolo, dico di resistere. E di continuare a pregare, con amore e con fede. Non temete, perché io sono con voi. E quando verrete a me, io vi chiamerò figli; e vi farò sedere alla mia mensa.

domenica 20 maggio 2012

La Parola di Gesù n° 17

Andremo insieme verso terre lontane; andremo insieme verso nuovi orizzonti, in un mondo nuovo fatto di fede e di bontà.
Insieme conquisteremo l'uomo, che in che questi anni si è perso, e vaga come foglia al vento sulla terra.
Nulla può fermare la forza dell'amore di Dio, che voi - con la vostra fede, la vostra devozione a Dio e a me, Gesù, suo Figlio - portate ai vostri fratelli.
Ricordate: nulla può fermarvi, se crederete in me; nemmeno la morte vi fermerà, perché sarete per sempre nel regno di Dio, nella vita eterna.
Tema l'uomo che vive nel peccato e nel male! Tema, perché duro sarà il suo giudizio.
Ma voi, miei fratelli timorati di Dio, umili e giusti: voi non dovrete temere, poiché voi siete in grazia di Dio.
Tanta sarà la fatica per servire Dio, nella vostra vita terrena, quanta sarà la gioia e la gloria, per voi, nella vita eterna. Vivrete certo tra prove da superare: a volte dure e dolorose, che vi sembreranno insuperabili.
Ma se confidate in Dio, miei discepoli: se confidate in Dio, anche la più dura delle prove, il più atroce dei dolori, riuscirete a vincerlo e a offrirlo in sacrificio, per voi o per i vostri cari.
Non è facile essere discepoli di Gesù; non è facile vivere nella fede, in un mondo che va contro Dio tutti i giorni; non è facile servire Dio, quando altri si beffano di voi e della vostra fede.
Sarà duro e arduo il compito di portare la mia Parola, la parola di Dio, al popolo: dovrete scalfirlo come chi, con martello e scalpello, lavora il duro marmo. A volte scalfendo briciole, e a volte solo polvere, dallo spirito di chi si è perso nella vita: portandogli via, lentamente, piccoli frammenti del male che lo affligge; modellando la sua mente e il suo cuore a una nuova visione del mondo e della vita.
E se solo uno su mille vi seguirà, voi avrete la gioia di aver portato un figlio disperso al Padre; la gioia di avere un nuovo fratello: che con voi pregherà, perché il mondo inverta la sua marcia verso il male e il suo regno.
Miei discepoli, ora la battaglia è dura: mai il male ha spadroneggiato tanto sulla vita dell'uomo; che sembra cadergli tra le braccia, senza neanche chiedersi dove sta andando.
Voi miei eletti, voi che tutti i giorni pregate e vivete in modo cristiano; voi che amate e che Dio ama: sta a voi cercare, con la vostra preghiera e le vostre parole, di convertire i vostri fratelli che rifiutano Dio, perché non lo conoscono.
Fategli conoscere Dio e il suo amore; fategli conoscere la sua onnipotenza; fategli conoscere cosa vuole dire vivere con Dio nel cuore: come ci si sente amati e protetti, come la vita si affronta anche nei peggiori dei casi.
Voi siete luce, la luce pura della fede e dell'amore; voi siete pace - la pace tra gli uomini, e tra le genti di varia nazione - voi siete Parola: la parola di Dio al popolo, che converte e guarisce gli uomini afflitti dal male e dagli spiriti impuri; li rialza dalla polvere, nella quale la vita senza Dio li ha gettati. La parola di Dio, che innalza gli umili e gli indigenti.
Avanti - fratelli miei, miei discepoli - avanti! E non temete, perché Dio è con voi.

giovedì 17 maggio 2012

Padre Pio

16-05-2012

Fratelli e sorelle, eccomi a voi: con un'altra grande opportunità che Dio mi ha donato di potervi parlare. Per voi che non mi vedete: io sono Pio, vostro protettore, e sempre vicino agli umili e ai sofferenti.
Oggi voglio parlarvi di Dio. Sì, cari fratelli e sorelle, vi parlo di Dio. Non ritenete che sia, a dir poco, meraviglioso che Dio ami l'uomo? Che Dio ami la sua creatura, nonostante quante gliene ha fatte passare nei tempi e ora? Perché l'Essere onnipotente, l'essere che tutto può, dal quale tutto ebbe inizio – non, badate bene, i falsi idoli che il progresso o la mente malata dell'uomo si creano; ma Dio, l'onnipotente - dovrebbe amare ancora l'uomo, suo creato; quando questo fa di tutto per allontanarsi da Dio Padre, e distruggere tutto ciò che egli ha creato, di bello e di buono? Perché Dio deve amare ancora l'uomo? Ditemi, fratelli miei: può forse il padre non amare il proprio figlio? Anche quando il figlio si allontana dalla retta via, che suo padre gli insegna, il genitore spera sempre che il figlio ritorni; e che stia bene, anche se lontano da lui. Ecco perché Dio ama i suoi figli; ecco perché Dio non abbandona i suoi figli, anche se ingrati. Dio è misericordioso e giusto. E spera sempre che il figlio, perso in strade facili ma vuote, ritorni a lui; chiedendo scusa per i suoi peccati, e per la vita condotta al di fuori dei suoi comandamenti.
Sapete: Dio perdona il figlio che si pente sinceramente; e che dimostra, con la sua vita, con il suo fare, che in lui c'è ancora qualcosa di buono. Nascosto magari dal proprio ego; dalla voglia di avere successo facilmente, o dalla pigrizia: che gli ha addormentato l'anima e lo spirito, offuscando il suo amore per Dio che lo ha creato. Ma a volte, cari fratelli, basta una scintilla per accendere un grande fuoco. E questa scintilla è la vostra parola, dettata da Dio, verso chi - nelle difficoltà della vita - si è perso o si è addormentato, seguendo gli altri: non preoccupandosi per cosa succederà un domani. Questa scintilla, che accende la grande fiamma dell'amore per Dio e di Dio, si chiama fede; si chiama essere cristiani cattolici, e credere in Dio: l'unico vero Dio, che ha sacrificato il suo unico Figlio per noi: uomini e donne che siamo nulla. Vincendo la morte e il peccato, perché egli tutto può.
Smettetela di tacere, davanti a comportamenti di vita che vedete e sentite non essere giusti. Non tacete davanti a falsi dèi, a falsi idoli venerati: e fatene notare la loro nullità, nei confronti di Dio che tutto può. E se siete attaccati da altri, chiedete a loro se il loro Dio ha vinto la morte. E se non mentono, nessuno vi dirà di sì. È veramente ora di parlare; è veramente l'ora di convertire i vostri fratelli. Di riacquistare quel dialogo tra cristiani che è andato perso. E' l'ora di entrare in chiesa, e pregare. Non parlare tra di voi: quello lo potete fare fuori, dopo la messa. E' ora di smettere di criticare chi porta il nuovo, e la voce di Dio, in maniera umile e semplice. E' ora di fare la carità ai più poveri; è ora di alzare la testa, davanti a tutto ciò che cerca di sopprimere il popolo di Dio: cioè il Male. Che sa che se abbatte il popolo di Dio, il popolo che prega, eliminando Dio dalla vita dell'uomo; allora - solo allora! - conquisterà il mondo. Un mondo che Dio non gli lascerà mai conquistare. Ma certo non saranno idoli, o false religioni e dèi, a fermare il Male. Solo Dio può farlo. Ma vuole vedere, vuole sentire, che i suoi figli lo amano; e che osservano le sue leggi, per meritarsi la vita eterna.
Mi rivolgo anche a voi, genitori: che esempio date ai vostri figli, che cosa gli state insegnando? Molti di voi si sono allontanati da Dio, e portano i figli in chiesa solo per i sacramenti. Poi li trascinate con voi, nel vuoto. Io vi chiedo: ma voi lo sapete come vivono i vostri figli? Lo sapete cosa state creando, e che società gli state dando; e che futuro? Io credo di no. Perché altrimenti sareste dei pazzi, e non dei genitori. Essere genitore non vuole dire dare del denaro al figlio, perché possa uscire. E magari, come sento in tanti di voi, levarsi di mezzo. Essere genitore, non vuole dire non sapere dire di no ai propri figli; e non dedicargli mai un minuto di tempo per parlare con loro. Lo sapete cosa li aspetta fuori di casa? Li aspetta il mondo: un mondo intossicato, corrotto, violento e guidato dal male. Certo, si spera sempre che il figlio sia tanto intelligente da non caderci. Già: molte volte deve fare tutto da solo, perché voi lo avete allontanato da tutto ciò che è buono; lo avete allontanato da Dio: che è l'unico che, quando si trova da solo davanti alla vita, lo può guidare e consigliare. E questi sono i risultati: guardatevi intorno e lo capirete; uscite una sera per le strade, e lo vedrete. Vedrete cosa state creando, con il vostro rifiuto di Dio. Beate le famiglie cristiane, ove si prega in casa, insieme ai figli. Ove si parla, con i figli, dei loro problemi; ove si parla di Dio ai figli. E saranno loro stessi a non abbandonarlo, quando saranno di fronte alla scelta tra il bene e il male. Mi auguro che chi legge questi messaggi non si senta in colpa, perché probabilmente è cristiano e vive come tale. Ma vi dico che ho paura per tutti coloro che non leggono, non conoscono, questi messaggi; e che neanche gli danno peso. Perché la loro grande ignoranza - di certo - se fanno del male, non li salverà dal giudizio divino.
Ti benedico, popolo di Dio! E' ora che mostri il tuo coraggio, e la tua fede. E armato della tua preghiera e della tua fede, contrasti il male: cancro tremendo della tua società.

domenica 13 maggio 2012

Gesù

11-05-2012

Cari fratelli, care sorelle: ditemi, cosa c'è di così difficile da capire nella parola affidarsi a Dio. Affidarsi a Dio, per vivere meglio, per essere in pace con tutto e con tutti; per avere un costante amico, fratello, che vi ascolta; vi sorregge nel momento del bisogno, e condivide con voi il dolore. Ditemi: chi altro può condividere il dolore con voi, se non una persona che vi vuole veramente bene; che vi ama con il cuore, con amore puro e semplice, come un bambino ama sua madre? Questa persona è Dio. Questa persona, vostro fratello, sono io, Gesù, che ora vi sto parlando. Questa persona può essere anche un vostro fratello, o sorella terrena. Ma sempre e solo perché è illuminata dall'immenso amore di Dio, che lei a sua volta ama: con la sua preghiera e la sua vita. Fratelli e sorelle, convertirsi a Dio è vita: vuole dire lasciare la vita terrena - con le sue prove, i suoi attacchi del male, i suoi momenti difficili di dolore - ed essere nella gioia: nella gioia di sapere che Dio guida e dispone la vostra vita; e in qualunque cosa succeda, non sarà mai per il vostro male. Convertirsi a Dio, vuole dire sapere trovare aiuto, e conforto, anche in un dolore che sembra non lasciarvi più vivere: quei dolori che a volte, nella vita, colpiscono con la stessa ferocia del male, e da soli non si riescono a sopportare. Ma con Dio, e il suo popolo, si può fare: perché Dio è vita; Dio vince la morte, e conduce alla vita eterna, ove il dolore e le angosce della vita terrena cessano. E nell'eternità si vive in pace, lodando Dio. Affidarsi a Dio è un grande atto di fede. Ma è anche un grande atto di responsabilità, per la propria vita e per la vita dei vostri cari; affidarsi a Dio vuole dire essere nelle mani di Colui che tutto può, e che vi guiderà - sempre e in ogni modo - a giuste risoluzioni e decisioni; e infine alla vita eterna.
Certo, fratelli e sorelle: la fede deve essere tanta! Ma più che altro deve essere sincera; non ereditata, ma cercata; non vissuta in modo superfluo, ma in modo intenso: con le vostre azioni di vita, il vostro vivere e la vostra preghiera; che mai deve mancare, come mai deve mancare il vostro dialogo con Dio. E nulla importa se non sentirete risposte, perché vivendo le vedrete davanti a voi: in fatti e cose che vi succedono, voluti da Dio. Il Battesimo vi fa diventare cristiani, i sacramenti vi avvicinano a Dio. Ma ricordate: Non basta! La fede va cercata giorno per giorno; in ogni momento, in ogni gesto, in ogni occasione: sempre! Per essere sicuri di fare la cosa giusta, la cosa gradita a Dio.
L'uomo che abbandona Dio - che non lo riconosce, o che si crea propri falsi idoli da venerare - vivrà solo; anche se magari immerso da immensi tesori, vivrà solo. E non conoscerà mai la gioia che un povero prova, quando può - grazie a Dio - sfamare lui stesso e i propri figli. Non conoscerà la gioia di vivere con Dio. E dei suoi ori e argenti non se ne farà nulla, quando sarà al cospetto di quel Dio che lui ha rifiutato: ingannando i suoi fratelli, e sfruttando il popolo; adorando il denaro che lo porterà alla pena eterna.
Ricordate, fratelli miei; voi che magari avete la possibilità, ricordatevi la carità verso i bisognosi. Ricordatevi che al mondo non siete soli. Ma tanti sono meno fortunati di voi, ma hanno molta fede - a volte più di voi - e non vi deve importare chi siano, e cosa facciano: donate a loro ciò che per voi è in più. E sentirete i loro sorrisi riempire il vostro cuore, e Dio stesso vi ringrazierà. La carità, è una virtù che ogni cristiano deve avere; e non deve mai dimenticarsene.
Io, Gesù, vedo ogni vostro gesto; sento ogni vostro pensiero, e conosco la vostra fede. Mi auguro che la fede, in voi, aumenti di qualità. E che incominciate a vivere come veri cristiani. Davanti a voi la vita non sarà facile; ma uniti, e pronti al sacrificio per se stessi e per i propri fratelli, vivrete sicuramente meglio. Abbracciate Dio, e non temete: se le fondamenta sono salde, la casa non crolla. E le vostre fondamenta sono la fede, e l'amore per Dio, Padre onnipotente.

giovedì 10 maggio 2012

Maria Santissima


03-05-2012

Figli miei, eccomi a voi! Io sono - come di certo avete capito – Maria, vostra madre e protettrice celeste. Come madre, richiamo tutti voi che siete figli miei, e sapete: io vi amo tutti, come una madre ama il proprio figlio. Ma come una madre ama il proprio figlio: per il suo bene, per educarlo in modo giusto ad affrontare la vita, io vi ammonisco; con amore, certo, ma vi devo ammonire.
Una parte di voi ha lasciato, da tempo, il gregge di Dio: dimenticando le sue leggi, le sue giuste indicazioni, per vivere una vita sana e serena; in pace e amore fraterno. Voi che fate parte di chi ha conosciuto Dio - di chi ha vissuto con Dio nel cuore, e ben presente nella sua vita - io vi chiedo: cosa state facendo? Perché l'avete rinnegato e venduto, lasciando spazio alla vita frenetica e caotica, che tutti i giorni fate con la stessa ritualità; con gli stessi ritmi? Ritmi imposti dalla società in cui vivete: società che di Dio non ne vuole nemmeno sentire parlare.
Voi no, non eravate così. Io vi conosco tutti, uno per uno, e so che non eravate così cinici e attaccati alle cose materiali. Sapete, il mio dolore per chi non crede è tanto: perché non capisco come può l'uomo, creatura di Dio, dimenticarsi di chi l'ha creato, abbandonandolo. E magari, ricordandosi di lui nei momenti più bui della vita, o in caso di disgrazie: per criticarlo e lanciarli contro impronunciabili offese. Sì, è tanto il dolore. Ma per loro prego Dio di perdonarli, perché non sanno cosa fanno. Ma voi, che sapete cosa state facendo; che sapete che con Dio si vive meglio; che sapete che Dio esiste, io mi vi domando ancora: cosa state facendo? Non trovate scuse - vi prego! - e non nascondetevi sul non avere tempo di pregare: il tempo si trova sempre. E anche quello di andare a messa la domenica, si trova. Sono solo scuse le vostre: dettate dalla vostra pigrizia, o dalla vostra voglia di indipendenza; che vi fa curare più il vostro fisico, la vostra voglia di trasgressione, che la vostra fede; quella fede che sembrate aver chiuso fuori dalla vostra vita.
Sento anche le vostre critiche, sapete. Sì, quelle che rivolgete alla Chiesa e ai suoi pastori. Certo, perché voi - con una vita, a dir poco, oscena - siete in grado di giudicare chi dedica la sua vita a Dio! No, non siete in grado di farlo. Dovete solo tacere, e vergognarvi. Perché con i vostri peccati, con il vostro comportamento, continuate a far sanguinare le piaghe di mio figlio, dandogli dolore e sofferenza. La Chiesa può sbagliare; i pastori possono sbagliare: sono uomini. Ma voi dovete pregare, e non giudicare. Sarà Dio a giudicare: lui può, voi no! Se un uomo sbaglia, non è certo abbandonandolo che lo si redime. Ma è standogli vicino - pregando per lui e con lui - che si ottiene la sua conversione, e lo si rimette sulla giusta via.
Anche voi avete abbandonato Dio. E la vostra fortuna è che ci sono sacerdoti, suore, laici: uomini e donne che pregano. E pregano con il cuore anche per voi, che rischiate di essere spazzati via dalla vostra stessa vita. Cari figli: io, Maria, vostra protettrice e sempre al vostro fianco, vi dico che sarà peggiore la pena di chi sa e non vuol sapere, che di chi non sa; e ignorante, rimane nella sua cecità.
Vi chiedo di smetterla con questo vostro superbo atteggiamento. Vi chiedo di cessare le vostre ostilità contro Dio, contro i vostri fratelli. Vi chiedo di affidarvi a me, e a mio figlio. E di chiudere, con le vostre preghiere, le sue piaghe; e non di gettare sale su di loro, con il vostro fare. Credetemi: presto ne renderete conto a Dio. Il tempo della vita terrena - lungo che sia - è un piccolo e insignificante frammento, di quella che può essere l'eternità. Che voi siete chiamati a vivere e a ottenere, e non a rifiutare. Rifiutare questo grande dono, che Dio ha voluto per l'uomo, sarebbe veramente da pazzi incoscienti: sapendo, anche se non volete ammetterlo, che l'alternativa è - a dir poco - crudele e raccapricciante.
Sempre al vostro fianco, vi benedico, figli miei. E vi chiedo di pregare mio figlio, Gesù, per voi stessi; per i vostri cari, e per tutti coloro che hanno bisogno di ritrovare la luce della fede.

lunedì 23 aprile 2012

San Michele Arcangelo

21-04-2012

Uomo, ti presento il tuo nemico. Eccolo, guardalo: con i suoi mille volti e mille forme; guardalo: solo a guardarlo incute timore e paura. Solo guardandolo, si capisce che bisogna stargli lontano; che non è degno del minimo sguardo e della minima fiducia.
Io, Michele arcangelo, al servizio di Dio con le mie milizie per cacciare i dèmoni negli inferi, che li devono ospitare, mi presento a voi, uomini e donne. E vi mostro il vostro peggiore nemico: eccolo sotto i miei piedi, schiacciato dalla forza e dalla volontà di Dio. Io vi presento il demonio. No, io non lo temo, perché Dio mi ha dato la forza di combatterlo e di vincerlo; e ho il potere di rimandarlo ove Dio l'ha rinchiuso, nel suo regno di tenebre e di dolore. Io non temo il demonio e lo affronto.
E voi? Voi, uomini e donne, che in Dio non credete - che ve lo siete dimenticati - cosa avete fatto, io mi chiedo? Vi siete alleati con il vostro nemico per eccellenza, il vostro nemico di sempre e da sempre. Perché - ditemi! - perché? Sempre, il male ha avuto alleati tra gli uomini, facendogli compiere i crimini più crudeli contro i suoi stessi fratelli: torture, tradimenti, guerre, schiavitù, violenze di ogni tipo; trattando i propri fratelli al pari di animali o a volte peggio. Ma ora io non mi spiego: ora che potreste stare bene, che potreste vivere tutti in pace. Perché alimentate l'ira malvagia del demonio? Perché continuate ad essere sordi al continuo richiamo d'amore e di gioia che Dio vi manda? Perché voi, uomini e donne così evoluti, così attenti alle vostre esigenze, non capite che tutto questo benessere che avete non è grazie a voi? Non è grazie alle vostre menti - che sono sì superiori a tutto il creato, per volontà di Dio. Ed è per volontà di Dio se siete sulla terra, che lui ha creato; e se siete stati bene, malgrado il vostro tentativo continuo di autodistruggervi. Lo dovete solo a Dio se siete in uno stato di benessere; un benessere che ora andrà lentamente sciamando, come è sciamata la vostra fede. Voi, che vi ritenete menti supreme, non riuscite a capire che senza Dio non ci sareste; che senza Dio, che vi protegge con i suoi angeli, con le sue milizie, sareste in un attimo spazzati via come sabbia nel deserto. E di voi non rimarrebbe neppure il ricordo.
Quanti richiami avete ricevuto dal vostro Creatore, quanti ammonimenti! E voi continuate imperterriti per la vostra strada, favorendo il dèmone che ora io calpesto. E dandogli sempre più forza, facendo nascere tanti dèmoni minori che vi colpiranno inesorabilmente, con nuove malattie, nuovi vizi e tentazioni: iniziando ad inferirvi dolore, distruggendo i vostri figli o le persone che più amate; immergendovi in un mondo di dolore, che solo con la fede e l'amore di Dio si può vincere; e solo con Dio lo si può evitare.
Il mondo è pieno di piccoli dèmoni che affliggono l'uomo: facendogli credere in nuovi déi, in nascenti signori del mondo; facendo dimenticare all'uomo qual'è l'unico vero Dio, suo Padre. Gioco astuto del vostro nemico, che vi aggredisce senza tregua nei vostri desideri più segreti di potere e di fama, a costo di essere temuti per ottenere ciò che volete. Io, Michele, vi chiedo: voi sapete la fine dei grandi imperatori, vero? Di quelli che in Dio non credevano, dei popoli che in Dio non credevano? E allora, attenti! Perché, se continuate, farete la loro stessa fine; e sarete ospiti agli inferi, da quel dèmone che ora servite.
Perplessi, spaventati? No, nulla di questo! Forse vi soffermerete un attimo a pensare; ma poi riprenderete la vostra strada, convinti che ciò che viene scritto e detto siano tutte favole; convinti che Dio non esiste. E magari che il popolo che lo serve sia un popolo di poveri illusi. Ma io vi dico: Non è così. E ben presto ve ne accorgerete. E se avrete il coraggio di ammetterlo; se un po' di buon senso sarà ancora nella vostra mente, chiederete proprio a quei poveri illusi, umili, di pregare per voi. Perché capirete che sarà giunta l'ora della vostra fine.
La forza del demonio aumenta, come aumenta l'abbandono di Dio da parte dell'uomo. Non ho mai visto tanta immondizia, tanto dolore, ira e rabbia, come in questo momento tra gli uomini; e anche tanta disperazione. La luce della preghiera del popolo di Dio è una candela in mezzo alle tenebre. Ma nessuno riuscirà a spegnerla, se non Dio stesso: salvando il suo popolo, e lasciando le tenebre alle tenebre; i malvagi in mano ai loro dèmoni. E chi ha vissuto senza Dio, facendo del male, in preda alla solitudine fredda e buia della sua breve vita.
Popolo di Dio, voi che amate Dio: per voi Dio mi dà la forza di tenere schiacciato, sotto i miei piedi, il demonio. Per voi Dio lascia aperta la sua casa, per il ritorno del figlio, fuggito in cerca di fortuna e di denaro. Solo per voi Dio non permette ai dèmoni di schiacciare tutti gli uomini: vincendo l'infinita battaglia tra il bene e il male, e confinando l'uomo a subire il volere dei démoni dal quale è afflitto; vivendo e morendo nel dolore e nel tormento.
Avanti, popolo di Dio! Aiutatemi con le vostre preghiere; aiutatemi, insieme alle mie milizie, a sconfiggere i dèmoni che affliggono i vostri fratelli. E a tenerli lontano da voi e dalla vostra vita.