martedì 9 gennaio 2018

Gesù

Salve fratello! La tua obbedienza fa sì che tante cose avvengano secondo la volontà di Dio. La croce che porti ogni giorno, insieme alla tua famiglia, è un dono che voi offrite a Dio. E Dio lo tramuta in opere di bene: in opere di pace e anche veri propri miracoli, là dove egli vuole. Così succede anche per la croce e il dolore portati da altri tuoi fratelli e sorelle, nel mondo intero: un peso, una fatica, un dolore, che offerto a Dio diventa grazie o sconti di pena per le anime purganti. Oppure tutto ciò che Dio, di buono e giusto, può fare a chi chiede il suo aiuto.
Per chi non ha il dono di vedermi e sentirmi - dono che a te è stato concesso da Dio - io sono Gesù, Figlio di Dio e di Maria santissima. E vi voglio parlare di questo uomo, dell’uomo che vi scrive: e che ha lasciato - anche in modo un po’ forzato onestamente - la sua vita, il suo fare, il suo volere. E si sta sempre più abbandonando al volere, alla parola, al fare su di lui, di Dio. Certo, ha avuto il dono di potere parlare con me, Gesù: di vedermi, ascoltarmi. E io l’ho seguito, passo passo, in questa sua difficile conversione. Dono che ha avuto un costo: portare la mia croce. Strappato dal demonio, che lui serviva inconsciamente, come tanti di voi: staccato dal suo modo di vivere, violento e pieno di certezze, le certezze dell’uomo. Rovesciato su se stesso - e certo non con poca difficoltà, perché ho dovuto lottare contro la sua volontà di uomo - io, Gesù, con l’aiuto di altri santi e personaggi del Regno, abbiamo trionfato su di lui. Sempre però dandogli la possibilità di decidere chi seguire - se Dio o il demonio - se lasciare o continuare.
Dio ha trionfato su di lui, il Bene ha trionfato su questo uomo: uno come tanti, uno di voi. Con la differenza che lui ha accettato - non senza lottare e scalpitare, ma ha ceduto alla volontà di Dio - sacrificando a Dio la propria vita: lasciando lì in terra, davanti alla mia croce, le sue sicurezze. E accettando di portare un po’ della mia croce: un po’ che sta diventando sempre più peso e doloroso, ma che riesce a portare. Perché Dio non dà mai di più del peso che si riesce a sostenere.
Perché vi parlo di quest’uomo? Perché ognuno di voi, fratelli e sorelle, può essere convertito a Dio: come lo è stato per lui. E' vero, su questo uomo Dio ha un progetto speciale: perché gli permette di cacciare il demonio e il Male, dopo averglielo fatto conoscere bene, in tutte le sue subdole forme e fattezze. Ma io vi dico, che su ogni uomo, donna, bambino, Dio ha un progetto speciale. Su ogni sua creatura, Dio ha un progetto speciale: il più grande e bello dei progetti, che è condurvi tutti alla vita eterna. Strapparvi dalle grinfie del demonio e condurvi a lui: a Colui che tutto può.
Fratelli e sorelle: il demonio esiste, il Male esiste - nelle sue malefiche e molteplici forme - ma come è successo per questo mio fratello, esiste anche la possibilità di redimersi, pentirsi e tornare al Bene: alla pace e alla vera vita, fatta di aiuto verso i più deboli e di amore verso il prossimo. Io, Gesù, vi dico: cacciate il Male da dentro di voi! Dalla vostra testa, dal vostro cuore, dalla vostra vita. Cacciatelo con opere buone: con la preghiera, con la confessione e la comunione. Cacciatelo facendo del bene ai bisognosi. Perché il mondo, la vita che state vivendo ora è falsa: è una falsa strada, che vi condurrà solo là dove il maligno vuole. Non basta essere battezzati o avere ricevuto i sacramenti, per essere cristiani. No, non basta! E se vi guardate attorno - non come stolti, ma come uomini e donne di Dio - vi accorgerete che di cristiani che pregano ce n’è sempre meno. E che il Male, la pazzia, sta dilagando. Vi voglio dare un'ulteriore allerta, fratelli miei: state attenti alla pazzia della troppa sapienza e del tentativo di onnipotenza dell’uomo, che tutto vuole risolvere con la sua scienza. Fate attenzione, o la vostra vita verrà manipolata da chi pensa di potere tutto: magari servendo il principe delle tenebre.
Venite con me, fratelli e sorelle. Venite a me: abbracciate la mia croce e tenetevi ben saldi. E donate il vostro cuore, la vostra vita, a Dio. E sarete con me, Gesù, nella vita eterna.

domenica 24 dicembre 2017

Il Vescovo misterioso

Le mie prime parole sono per te, scrivano, messo di Dio. E ti dico: quando capirai che devi obbedire ciecamente a ciò che Dio, o suo figlio Gesù, ti dicono? Quando obbedirai, senza brontolare o scalciare o pretendere di imporre la tua volontà? Non capisci l’importanza della tua missione, del tuo fare e pregare: non capisci che ogni volta che umilmente obbedisci, il Male viene piegato, ferito. E il maligno deve fare un passo indietro.
Claudio, cerca di capire il grande dono che Dio ti ha fatto, anche se devi passare dalla croce. Dio ti ha donato la possibilità di sconfiggere il maligno. E tu lo sai, perché quando il maligno ti vede e ti sente gli dai fastidio: e se tu sei in luce e nella preghiera d’amore per Dio, il maligno e i suoi servi devono indietreggiare, perché tu hai Gesù con te. E a Gesù nulla è impossibile.
Quindi, caro messo di Dio e del Regno tutto: usa la fede - che in te c’è - e combatti il Male, con la forza della croce e con la mano di Gesù, Figlio di Dio.
Queste le prime parole del misterioso Vescovo. Che dopo avermi ripreso, si siede sul suo trono e apre il suo librone: il librone della vita dell’uomo. Sceglie la pagina, e incomincia a leggere ciò che c’è scritto.
Ecco l’uomo, mia creatura. Ecco quello che rimane dell’uomo, che io ho creato perché fosse poco meno degli angeli. Ecco colui a cui avevo affidato il mio creato. E come sta distruggendo la sua vita, distrugge anche ciò che io - Dio, suo padre - ho creato per lui. Ho scritto, nel libro della vita dell’uomo, che dipendeva solo dall'uomo: vivere secondo le mie leggi e arrivare alla vita eterna o vivere come un animale sbrancato e perire nelle fiamme dell’inferno. E la strada che tu, uomo, donna, ragazzo hai scelto, mi sembra molto chiara.
In prossimità del ricordo della nascita di mio figlio, il mio popolo si presenta sempre più frammentato e addirittura in lotta, gli uni contro gli altri: critici e distanti dal santo padre Francesco, E in questa pagina era già scritto, che il popolo si sarebbe ribellato all’umiltà, alla santità, alla giusta voglia di cambiare e di fare - con onestà e giustizia - di questo Papa. In questa pagina, infatti, io ho scritto - prima di creare l’uomo - che un Papa, saggio e giusto, avrebbe fatto uscire le serpi dalla Chiesa, dalla mia casa, come fece mio figlio con i mercanti del tempio. Io, Dio, vostro padre, scrissi che anche i pastori si ribelleranno al fare di Francesco, creando cosi instabilità e insicurezza nel popolo cristiano.
In prossimità di questo Natale, dell’anno 2017, è la Chiesa che deve rinascere, è il popolo cristiano che deve rinascere. Insieme al compleanno di mio figlio, Gesù, anche voi - uomini, donne, pastori - dovete rinascere, e ascoltare e seguire il vostro santo Padre: senza la presuntuosità di essere voi nel giusto, con la vostra sapienza, i vostri libri, la vostra dottrina, il vostro modo antico e fuori luogo di seguire me, vostro Dio e il Regno tutto.
Ora vi do un comandamento nuovo, popolo cristiano: voi, che siete il mio popolo, rinascete con cuore puro e fede vera: fatta di amore, umiltà, carità, sostegno ai poveri. E soprattutto, ascolto dello Spirito Santo: la mia voce, il mio alito, la sapienza divina. Che è verità, misericordia e amore per tutto il mio creato. Rinascete popolo, rinascete pastori del gregge! O scissioni e guerre stermineranno voi e tanti, troppi, innocenti: di cui io, Dio, vi riterrò responsabili.
Detto questo, il Misterioso, chiude il librone. E alzandosi dal suo trono, mi saluta con il pastorale, e se ne va.

sabato 11 novembre 2017

San Pio

Fratelli e sorelle, lasciatemi dire, siete veramente fantastici! Sì, fantastici: perché più vi si richiama e più voi andate allo sbando, dove volete voi. Senza ascoltare, senza dare peso e udienza alle parole di chi cerca, ormai da tempo, di mettervi sulla buona e retta via. Voi dite che questo è il tempo vostro, il tempo moderno. Voi dite che questa è la vostra vita, e che siete liberi di vivere come meglio vi piace. Voi dite e fate ciò che più vi aggrada e vi rende felici, senza pensare alle conseguenze future. Voi dite: Dio? Ma Dio non esiste! E andate così, zimbelli di un nemico che non vede l’ora di presentarvi il conto: un conto che sarà assai peso e doloroso. Voi dite e pensate, molto spesso, come vuole chi da tempo vi guida: cioè il vostro peggiore nemico.
Io, Pio - Padre Pio - potrei andare avanti ancora per molto, ad elencarvi tutte le cose che dite e che fate servendo il vostro suggeritore infernale. Ma preferisco dirvi cosa fare, se volete tornare ad una vita serena: una vita gratificante e onesta, al servizio dei vostri fratelli e sorelle, quelli più lontani - gli ultimi, che voi ora guardate con disprezzo e superbia - una vita vera, una vita amando e ascoltando Dio. Una vita che rispetti voi e gli altri, e che rispetti la natura e il pianeta, quel pianeta che state distruggendo con il vostro fare.
Dovete credere in Dio e nel suo regno, dovete ritornare alla preghiera. Dovete dire: Io credo in Dio. Semplice, vero? Sì, dovete dire, con amore e forza, io credo in Dio. Perché è l’unico Credo che vi può salvare dalla morte, dalla distruzione e esservi vicino nel momento del bisogno, del dolore: sempre nella vita. E poi, ancora: Io credo in Dio, Padre onnipotente. Sentite, ascoltate questa parola: Onnipotente ed eterno. Colui che tutto può, che da sempre esiste e sempre esisterà: l’unico vero Dio. Voi conoscete qualcun’altro di onnipotente ed eterno? No, perché ne esiste solo uno: ed è colui che tutto è. E allora, forza! Con fede e amore verso il prossimo, verso Dio, diciamo: Io credo in Dio, Padre onnipotente ed eterno. E' Padre, sì: Padre di Gesù Cristo, suo unico Figlio. Ed ecco il grande dono del Padre, a noi tutti, suoi indegni figli, il dono più grande e più doloroso: Dio, nostro Creatore e Padre, ci ha donato il suo unico Figlio per espiare i nostri peccati e per vincere la morte, mandando suo Figlio - unico Figlio, Gesù - a morire sulla croce. E ancora oggi il suo sangue, innocente e puro, guarisce e perdona dai peccati l’uomo, la donna che credono in lui, e nel suo atroce e doloroso sacrificio.
Dio ci ha mandato suo Figlio, e noi lo abbiamo messo in croce: perché? Perché la pensavamo esattamente come la pensate voi adesso. E se tornasse tra voi un uomo che parla di pace, amore, che predica e guarisce, che caccia i dèmoni e i malvagi, che invita alla conversione e al perdono, che ammonisce i superbi e ama gli umili, ascoltando gli ultimi: voi, popolo moderno e detto da voi intelligente, lo mettereste ancora a morte o peggio ancora. La vostra presunta intelligenza, vi sta portando a vivere come Sodoma e Gomorra. E se conoscete la fine che fecero i suoi abitanti, potete capire benissimo cosa rischiate. Se non conoscete l’ira divina, allora vi dico, fratelli e sorelle: che Dio vi perdoni e abbia misericordia di voi!
A me non resta che salutarvi, per ora, sperando che qualcosa in voi possa cambiare: che il vostro cuore cerchi e trovi l’amore - unico, vero e puro - per Dio. E che tendiate la mano a suo Figlio, Gesù, chiedendo di perdonarvi: per così avere la vita eterna.

sabato 21 ottobre 2017

Maria Santissima

Ascoltatemi, popolo di Dio! E anche voi, uomini e donne atei e miscredenti, ascoltatemi: una volta per tutte, ascoltate le mie parole. Uomini, donne: la vostra vita è in serio pericolo, e a chi crede in Dio queste parole sono già giunte più volte. Ma poco, purtroppo, sono state ascoltate.
Ora il momento è giunto: è giunta l’ora di voltare pagina, per gli uomini, prima che l’ira divina si scateni su di essi. O prima che il Male, che governa indisturbato il vostro splendido pianeta - deturpato ormai dalle vostre barbarie: nel tentativo di avere sempre di più, di progredire sempre di più, senza pensare a quanto state rovinando questa terra - vi chieda conto della vostra malvagità, del vostro calpestare il prossimo: in qualsiasi modo e con ogni mezzo, pur di arrivare al successo, pur di arrivare al potere, pur di avere denaro e onori. Denaro, onori, successo che su questa terra potrà anche darvi la gioia: ma che non vi servirà a nulla, quando vi ritroverete davanti al giudizio di Colui che tutto può e tutto sa, e che vi manderà dove sarà solo dolore e stridore di denti.
Perdonatemi, non mi sono ancora presentata: io sono Maria santissima, la madre di Gesù, e vostra avvocata davanti a Dio. Anche oggi, sono qui, per portare la parola che Dio stesso vuole donarvi. Una parola difficile da dire, e certamente difficile da ricevere. Ma una parola necessaria: per tutti e soprattutto per chi, come chi ora sta scrivendo, è impegnato - insieme ad un piccolo gruppo di fedeli - nella lotta contro il Male.
Vi ho annunciato che non c’è più tempo per voi, ed è cosi. La clessidra della vostra vita, è stata ormai girata da tempo e, inesorabilmente, si sta svuotando. Ciò significa che il vostro mondo vedrà tempi di forti calamità. E il Male, se non verrà fermato, si abbatterà su tutta la terra: portando dolore, morte e devastazione. Coloro che vorranno salvarsi, lo potranno fare solo se ritorneranno al Padre, solo se abbandoneranno la loro vita perversa e lontana da ogni credo, e da Dio. Per questo vi dico: Ritornate al Padre. Ma fatelo ora! Non è più tempo di aspettare: non avete più tempo, figli miei.
A voi fedeli, che ancora credete in Dio, che ancora pregate Dio, io dico: Perseverate nella preghiera, digiunate. E convertite, se potete, i vostri fratelli e le vostre sorelle. Chiedete che la misericordia di Dio possa scendere su ognuno di voi, e che Dio possa salvare il suo popolo. Implorate Dio che il Male cessi e che possa ritornare in catene, e ricacciato negli inferi. Ma per fare questo, l’uomo deve cambiare - l’uomo deve abbandonare il suo modo di vivere e di pensare - e deve ritornare, con fede viva, a pregare e a credere in Dio. Fino a quando l’uomo non cambierà la sua vita, poco potrà essere fatto, perché Dio ha regalato a tutti i suoi figli il dono più grande: la libertà.
Figli miei, tutti: vi chiedo di prendere davvero sul serio le mie parole. Perché non so se ve ne saranno altre, di avvertimento. Pregate perché il Male cessi, pregate per scongiurare altre guerre, pregate perché la terra non inizi a chiedere il conto del vostro sfruttamento. Pregate, pregate, pregate! E che il Signore possa avere misericordia di voi, ora e sempre.

domenica 3 settembre 2017

L'Arcangelo Michele

Nella sua sfolgorante bellezza, appare san Michele arcangelo. Dal cielo, come un fulmine scende e si posa a terra, sul ginocchio destro e la spada, bella in vista, davanti a lui. Si guarda intorno, come a volere controllare che non ci siano pericoli. Mi guarda, si avvicina, in modo che io lo possa sentire, e mi dona le sue parole per il mondo intero.
Salve, Messaggero di Dio! Salve a te, sua Consorte, che lo stai aiutando in questo difficile cammino. Come scritto, io sono Michele - l’Arcangelo di Dio - e sono colui che, come tutti sanno, sconfigge il demonio con le sue milizie.
Sono qui, purtroppo, per mettervi in allerta. La preghiera sempre più carente, la mancanza di uomini di Dio e di fede imperscrutabile, sta facendo sì che la battaglia tra il Bene e il Male - o se preferite, tra gli Angeli della mia milizia e quelli di satana - stia volgendo a un tragico epilogo. Tragico chiaramente per te, uomo o donna, che tu sia. Tragico per i vostri figli, per le future generazioni: se non ritroverete, in fretta, la giusta via.
Quello che satana sta creando - nelle vostre menti, di uomini facilmente sue prede - è la desertificazione della fede. E la sparizione, l’annullamento, di tutto ciò che è morale: e che sono le leggi date da Dio, Padre e da suo Figlio, Gesù. Il nuovo comandamento, che Gesù diede - amatevi gli uni gli altri, come io amo voi - ormai, tra voi popolo, è diventato quasi sconosciuto. Satana vi ha annebbiato la mente, con il suo fumo diabolico e infernale: vi fa capire che ciò che conta nella vita è avere potere, denaro. Sopraffare i deboli, e cercare di stravolgere tutto ciò che è la natura umana, data da Dio. Volete creare la perfezione, volete creare la non-morte, volete creare la vita eterna. Ma questo, voi ignari, non capite e non sapete che solo Dio lo può fare.
Intorno a voi c’è il deserto: un deserto pieno di odio, rancori, ira, terrore, guerre - per non parlare di siccità, fame, malattie. E lo state creando voi. E’ un deserto d’amore, un deserto di fede: con l’avarizia nel cuore di chi, prepotentemente, vuole tutto per sé e non dona nulla agli altri. La battaglia che stiamo conducendo è sempre più forte, sempre più cruenta: sempre più Angeli di Dio cadono, per mancanza della vostra preghiera. Ma è una battaglia che Dio vincerà, non il demonio. A costo di fare cadere la sua ira, come un tremendo flagello, sul mondo intero.
Ora, io vi dico. Io, Michele, vi dico - a voi tutti, che flagellaste suo Figlio, Gesù -: infami e traditori della bontà, del bene, dell’amore verso il prossimo e verso la pace tra i popoli. A voi, dico: Non vedrete finire il nuovo secolo a venire, perché per voi è incominciata la fine. E non sarà una fine con morte serena e dignitosa, ma sarà una fine come voi avete vissuto. E andrete dove voi, feroci assassini, meritate di andare. Dio, nella sua misericordia, salverà il suo popolo. E così facendo, ritornerà la pace: in cielo, in terra e in ogni luogo.
Detto questo, come una folgore, è risalito in cielo.

domenica 27 agosto 2017

il misterioso Vescovo

Mi appare il personaggio misterioso. Questo Vescovo, credo: sul suo bel trono, con il suo bel librone e il pastorale. Mi osserva e con sguardo severo, mi dice: Messo del regno di Dio, dimmi: quanto tempo vuoi fare aspettare chi Dio ti manda, con una parola per il popolo, per il suo popolo, ma anche per tutto il popolo? Quanto? Non è possibile che tu faccia aspettare Santi, Arcangeli, Vescovi e Papi o chi Dio, dal suo regno, ti manda: no, non è possibile. Più sollecitudine, più ascolto e una risposta rapida, quando il regno di Dio si presenta a te. E visto che questo è uno dei tuoi compiti, scrivi in fretta la parola che ti arriva. Perché è vero che la pazienza dei santi è infinita, ma tu la metti a dura prova. Detto questo, apre il suo librone - il libro della vita dell’uomo - e inizia a leggere.
Cosa posso dire a voi che siete mie creature, cosa posso fare per farvi cambiare modo di fare, di agire, di credere e di vivere: cosa? Avete ricevuto parole da tanti del mio regno, il regno di Dio. Sì, perché se non lo avete capito, io sono colui che è e che tutto può: l’Onnipotente ed Eterno, solo e unico, vero Dio. Nonostante questo continuate a percorrere la strada del mattatoio, che vi porterà alla fine. Ma non alla fine del mio mondo - mondo del mio popolo - ma alla fine di tutti i malvagi, i perfidi, i falsi, i cattivi. E di chi colpisce con ferocia, ira, suo fratello.
La clessidra scorre da un po’ ormai, e la sabbia - del tempo dei malvagi - ormai è poca. Il popolo del demonio avanza: fa stragi, razzie e distrugge. Ma non vincerà questa guerra, perché la mia ira scenderà su di lui. E si ritroverà, faccia a faccia, con chi sta servendo: che gli farà pagare un conto assai pesante, un conto fatto di dolore e di assenza di Dio per tutta l’eternità. Ma a voi, dico - a voi che siete il mio Popolo, a voi che siete la mia Casa, a voi che siete cattolici, che siete cristiani -: Perché non pregate per fermare il demonio, che imperversa sulla vostra terra? Perché non lo fate?
Ho scritto su questo libro: l’uomo, anche il giusto e l’onesto saranno sopraffatti dalla mancanza di preghiera. E così è. La preghiera è sempre meno, la preghiera è sempre più debole. I giovani, che avete cresciuto, non conoscono Dio - anche se io conosco loro - e mi invocheranno spesso, prima di finire la loro vita. Molti mi bestemmiano e mi infamano, pensando di essere grandi e potenti: senza sapere che avranno tanto bisogno di me. E che dovranno chiedermi perdono, con il cuore contrito e sincero, per finire la loro vita in pace: senza essere strappati, come erbacce, dal terreno.
Il Popolo prega poco, il mio popolo prega poco: pensando forse che ... tanto io ci sono. Certo, ci sono! Ma la preghiera è il dialogo che unisce l’uomo a Dio: è umiltà, è richiesta di aiuto, è il chiedermi di intervenire. Ma io questa preghiera la sento sempre meno, sempre più debole, uomo o donna che tu sia. E questo non va. Dovrei infrangere la libertà che ti ho dato: per riportarti alla saggezza, alla fede e al farmi amare da te, uomo. Ma non posso farlo. E temo che questo, per te, voglia dire la fine. Certo, una fine lenta, ma non priva di dolore. Ma se non ritorni a me, a Dio - uomo di fede propria - sarà sempre, comunque, la tua fine.
Detto questo - guardandomi ancora con aria di uno che mi vuole menare - il Personaggio Misterioso se ne va, chiudendo il suo bel librone.

mercoledì 9 agosto 2017

San Pio

Fratelli e sorelle, di questa intera terra che Dio vi ha donato: io sono Pio, padre Pio, servo di Dio e della Chiesa, casa di Dio.
E' strano: in ogni parte del mondo, vi vedo sempre meno numerosi calcare la soglia della casa di Dio, sempre meno presenti alla santa messa, sempre meno pronti e degni di ricevere l’Eucarestia. Già, è strano. In un momento di difficoltà, come quello che ora state vivendo in ogni parte del mondo, in ogni angolo oserei dire della vostra amata vita, dovreste essere molto e in molti vicino a Dio. E in molti entrare nella sua Casa: partecipare alla preghiera, e a quel grande dono - quel grande esorcismo - che è la Messa. E invece voi, uomini e donne, fate tutt’altro: correte e correte senza tregua e senza un attimo di pace, per fare cose futili e di nessuna necessità a volte, se non per il vostro piacere personale. Sì, solo personale: perché se amaste la vostra famiglia, la vostra vita, capireste che la cosa più importante, che per voi e per i vostri cari potete fare, è pregare. E partecipare alla messa, con devozione e amore, per i vostri cari, i vostri fratelli e le vostre sorelle del mondo intero.
E questo vuol dire amore per Dio. Quando il popolo si diceva essere più ignorante, come cultura e parola - e senza tutto il progresso e la tecnologia attuale - nei tempi di difficoltà, di guerre, di carestie, di pestilenze, si radunavano con i loro pastori e pregavano Dio. E Dio, il suo popolo, lo ha sempre ascoltato. Ora, forse non vi rendete conto del pericolo, del momento difficile in cui il mondo tutto vive. O se ve ne rendete conto, siete degli incoscienti se pensate di risolvere un solo problema di questo mondo, senza l’aiuto di Dio. Fame, sete, malattie, povertà, desertificazione della terra e dell’anima stanno avanzando, a passo veloce, verso la vostra beata vita e ottusa mente - insieme a guerre e morte. Ma voi, pensate a voi: al denaro, alle vostre case, al vostro piacere, sperando e cercando di ottenere pace da cose materiali. Allora, io vi chiedo: avete mai pensato di cercare pace dentro a una chiesa, magari parlando con un ministro di Dio? E se volete proprio esagerare, partecipate alla santa Messa: confessatevi e fate la comunione. Perché se Gesù entra in voi, ecco la pace gratuita: magari poco lontana da voi. La pace della preghiera e dell’avere Dio con voi. Vi assicuro che è impagabile. E non ci vogliono soldi, o potere o altro: ci vuole solo amore per Dio e per il prossimo, che voi ora considerate un vostro nemico o antagonista nella vita.
Il popolo di Dio cerca Dio, nei momenti di difficoltà e di fatica e malattia della vita. E voi invece chi cercate, cosa state cercando? Io vi vedo vagare, forestieri sulla vostra terra: senza una morale, senza un sorriso da donare o una parola per consolare. Siete simili a statue in movimento, ma senza parola né cuore. E come statue vi sgretolerete sotto i colpi della vita, della vostra vita, guidata dal principe delle tenebre. E di voi non rimarrà che polvere: nemmeno un ricordo, perché sarete sempre più soli e non ci sarà nessuno a ricordarvi. Peggio ancora è che, con voi, state trascinando il mondo nel baratro. E il vostro fare distruttivo, sta provocando sofferenza e morte a tanti vostri fratelli e sorelle. Tornate ad essere il popolo di Dio, e Dio fermerà la pestilenza che distrugge la vita e il suo creato. Dio, e solo Dio, può riportare la pace e salvare i popoli, il suo popolo. Ma dovete amarlo. E per amare non ci vogliono soldi, potere, ira o altro. Ma ci vuole cuore, amore e fede in lui. E allora tutti sarete salvati.